0%

A’ pastiera è firillini

Scritto da - Nicola Liguoro il :


Cucina

Adv

IMG_20151205_180428

Nei miei lontani ricordi di bambino c’è un dolce che vedevo preparare il sabato santo e che doveva surrogare la mancanza di sua maestà “La pastiera di Grano” o al limite affiancarla.

Le cose andavano così: l’unico che sapeva fare la classica pastiera di grano era mio zio chef che però navigava e quindi se a Pasqua si trovava a casa, allora le preparava per tutte le famiglie “strette”, altrimenti ci si accontentava di quella di pasta, povera e veloce da fare e che ricordava nel gusto e negli odori la più famosa sorella maggiore.

 

La depositaria della ricetta era la nonna che la passò a mia mamma, la quale fin quando non imparò a fare quella di grano, carpendone i segreti del cognato chef, il sabato santo metteva la pentola sul fuoco e …..

 

…… metteva a cuocere 600 gr. di capellini d’angelo in acqua non salata, li scolava e li metteva in un’ampia zuppiera dove immediatamente aggiungeva mezzo litro di latte per non far “incollare la pasta e 70 – 100 gr. di burro secondo il gusto.

Poi mescolando mescolando, ci aggiungeva 6 uova intere, 600 gr. di zucchero, 1 bustina di vaniglia o vanillina, la scorza grattata di 1 limone e di 1 arancia, 1 cucchianino di cannella, 2 fiale di essenza di millefiori e 2 fiale di essenza di fiori di arancio.

Imburrava due “tortiere” di quelle per pastiera e ne versava dentro il profumato contenuto ben mescolato.

IMG_20151205_155147IMG_20151205_155152

Poi una alla volta le infornava a 180 °C e dopo un’ora di cottura la pastiera di “firillini”, di “pasta” o di “spaghetti” come viene diversamente chiamata, era pronta.

IMG_20151205_155658IMG_20151205_180428