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Anche se questa strada, un senso non ce l’ha (Torre del Greco)

Scritto da - Giuseppe Mennella il :


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12546316_10207097530830642_152174078_oSe Vasco Rossi si trovasse a passare per Torre del Greco, certamente potrebbe scrivere qualche altra strofa del suo successo di qualche anno fa, “Un senso”.

Chissà se lui lo troverebbe un senso a queste strade torresi, uno, o forse due, a seconda dei lavori stradali che paralizzano da anni la città dei fiori e del corallo, con il nobile scopo di pavimentare con pietre laviche le strade che erano perfettamente asfaltate, e di asfaltare le strade che prima erano pavimentate con pietre laviche. Quando si dice “avere una visione progettuale e coerente”.

Che poi, ai piedi del Vesuvio le pietre laviche sulle strade siano state “importate” dalla Sicilia e sputate fuori dall’Etna, è un discorso a parte che magari affronteremo la prossima volta.

Questa settimana, in città, più che la diatriba tra Sarri omofobo e Mancini finocchio – che pure ha la sua importanza – ha tirato forte lo scontro tra quelli che vorrebbero più sensi unici per tutti (prossimo manifesto elettorale di Ciro Borriello) e feticisti del doppio senso. Un “clasico”, per dirla con un termine caro agli sportivi, visto che negli ultimi sei anni (non sessanta, sei) il senso di circolazione di Via Nazionale, Piazza Luigi Palomba, Viale Campania e stradine limitrofe – insomma gli snodi principali di una delle città europee con maggior densità di popolazione se consideriamo il solo centro abitato – è cambiato per ben tre volte, in media ogni due anni, giusto per tenere alta l’attenzione degli automobilisti e il loro record di bestemmie per chilometro percorso.

Tempo quindici giorni, poi ci si abitua a tutto. Ci abituiamo davvero all’inverosimile, poi bastano 20 euro di mazzetta sotto le elezioni dimentichiamo tutto, molti entrano in cabina da sobri e fanno cose che nemmeno i peggiori sBronzi (poi ci lamentiamo dei ragazzini che alzano il gomito a Capodanno…).

Ma noi siamo l’Aucelluzzo, voliamo sulla città e cerchiamo di dare un cinguettio imparziale, ragionato. Sapete che penso? Che la convenienza dei sensi unici sia relativa alle vite di ciascuno. Se per il percorso che devi fare ti risulta conveniente il senso unico, allora va bene. Altrimenti no, non ha senso girare la città in tondo per fare 20 metri.

Che poi se cominciassimo a non prendere l’auto anche per 20 metri, il problema sarebbe alleviato di parecchio. Che poi se i mezzi pubblici funzionassero in maniera decente vi verrebbe anche voglia di buttarla l’auto, o no? Che poi se Torre del Greco fosse una città dove oltre a dormire, molti potessero anche lavorare, magari non sarebbero costretti a farsi ore di auto per raggiungere il capoluogo o altri posti. Che poi se i vigili urbani imparassero a fare il loro lavoro, o meglio, fossero assunti per merito senza alcun “aiutino” derivato da marchette elettorali – non lo dico io, è opinione diffusa della cittadinanza, il vecchio segreto di Pulcinella – probabilmente tutto questo traffico potrebbe anche essere gestito con decenza.

Che poi se tutti questi “se” potessero realizzarsi, forse ci avvicineremmo davvero ad essere una città, non dico svizzera, ma almeno “occidentale”.

Fino ad allora, abbiamo due opzioni per decidere della viabilità cittadina:

1. Utilizzare il software da 25.000 euro acquistato dall’amministrazione Malinconico per la gestione dei flussi veicolari

2. Usare il buon senso.

Visto che la prima opzione, oltre ad essere già stata dispendiosa, sembra aver anche fallito miseramente (ovvero nemmeno il cervellone ha trovato una soluzione valida), siamo costretti alla seconda.

Il buon senso dice che per limitare il traffico è necessario che i veicoli siano in strada il minor tempo possibile. Quindi, farli girare a vuoto, seppur in maniera scorrevole, non risolve nulla: ci metteremo lo stesso tempo per raggiungere il punto X partendo dal punto Y, solo che girando più a lungo in maniera scorrevole e non nel traffico lento, ci illuderemo di metterci di meno. Inoltre, un’alta percentuale delle auto che circolano nelle grandi città sta cercando un parcheggio: e a Torre del Greco, negli ultimi anni, si sono moltiplicati i divieti di sosta. Il buon senso dice anche che se vuoi vivere in una comunità con altri simili dovresti rispettarli: quindi, se hai un macchinone che occupa il posto di tre utilitarie, forse dovresti restare fuori dal centro storico, magari potresti facilmente trovare i tuoi spazi in Alaska con il BigFoot che ti chiede na cosa a piacere per farti parcheggiare.

Perché poi succede che una signora schizzata di testa lanci i propri mobili dal balcone – è successo anche questo, ‘sta settimana – costringendo alla chiusura della nostra principale strada, e grazie al senso unico gli automobilisti non possano avere scampo (e parliamo di una schizzata… pensa se dovevamo evacuare per allerta vulcanica…) magari, seppur con i disagi dovuti al caso eccezionale, avendo strade a doppio senso un modo per evitare scene da “Benvenuti al sud” con l’autostrada paralizzata lo si poteva trovare.

Ma forse stiamo chiedendo troppo. Siamo torresi, e ogni cinque anni scegliamo deliberatamente di tenerci questa città, anche se un senso non ce l’ha.

E se non vi sta bene, emigrate pure. Ma per non trovare traffico vi consiglio di prendere l’autostrada a Torre Annunziata Nord.