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CAM Contemporary Art Museum (Casoria)

Scritto da - Salvatore Arrichiello il :


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CAM (1)Sono al CAM: acronimo per Contemporary Art Museum ( ovvero Museo d’arte Contemporanea ). Cosa ‘e pazze: un museo a Casoria!

E io che pensavo che l’unica visita guidata che potessi fare dalle mie parti fosse quella da Tufano: tra un TV al plasma e un depilatore inguinale…

A Casoria non abbiamo dunque solo l’arte di arrangiarci (quella dei poveri Cristi) e l’arte di fottere (che è quella dei politici), ma addirittura l’arte moderna. L’arte contemporanea ( per la precisione ) è qualcosa di sorprendente: la prima sensazione che hai è quella di non capirci niente. Poi ti soffermi, presti attenzione, rifletti: ecco svelata la vera vocazione dell’arte contemporanea. È arte concettuale che spesso rinuncia all’estetica, che viola i canoni classici e a noi più familiari (l’austerità aulica del ritratto o il dettaglio minuzioso delle nature morte d’epoca rinascimentale, la pomposità degli orpelli, degli ori e dei drappi baroccheggianti, i colori cangianti di paesaggi o scene di vita quotidiana delle tele impressionistiche) per pizzicare, in maniera ruvida, le corde del nostro “intelletto emotivo”. Resto fermo davanti ad un’opera che più di altre mi colpisce, quasi mi inquieta: un secchio vecchio e consunto, incrostato dalla vernice, che si staglia in un angolo d’ombra e muffa, immerso in una luce fredda, fioca, metallica.

Figura spettrale che inquieta, monito sordo, simulacro greve; mi avvicino, ne sono fortemente suggestionato, quell’opera ha rapito la mia attenzione: sono avvinto. Mi affaccio curioso, un sentimento di apprensione misto a inquietudine: con grande sorpresa mi accorgo che il secchio contiene acqua.

“Per Bacco !”, esclamo tra i denti, con aria sbigottita: “Acqua? Ma certo: l’acqua, l’essenza stessa della vita, metafora dell’anima che permea il Mondo”.

Straordinario accostamento: quel contenitore insulso, che “porta in grembo” l’archè della vita…

Questa è l’arte contemporanea: è arte concettuale. Forse, nelle intenzioni dell’autore, la materia che imbriglia l’anima, oppure le brutture di un mondo,materiale e consumistico, che soffoca la bellezza?  Ci devo pensare…   Chiedo al direttore il nome dell’opera; felice come una Pasqua, per aver colto, pur nei limiti della mia ignoranza, il senso di un’opera contemporanea. “Niente- risponde- è che scorre…” Sobbalzo: “Acqua che scorre: un contrasto straordinario …”L’acqua che ristagna nel secchio, eppure scorre (Eraclito , ma anche Galileo: “Tutto scorre”, ma anche “Eppure scorre…”).

Gli uomini di lettere lo chiamano ossimoro: tipo “ti amo e ti odio” o “una bomba intelligente”.

Perché l’acqua nel secchio non scorre: l’immagine è surreale, il concetto visionario. Sono letteralmente rapito. “Direttore, chi è l’artista?”  Lui mi risponde sornione:“Solo Indifferenza…”. Diavolo che donna questa “Indifferenza casoriana”! È ovvio che si tratti di uno pseudonimo: magari si chiama Assunta ( che di questi tempi… ). Provo ad immaginarmela: passionale e con i baffi come Frida Kahlo o ribelle e avvenente come Artemisia Gentileschi?

“L’acqua che scorre nel secchio” dal tetto per  Assunta “indifferenza casoriana” : un’opera straordinariamente evocativa, didascalica eppure allegorica, vera arte concettuale che invita a riflettere…