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CAMma fa per Ipazia (Casoria)

Scritto da - Salvatore Arrichiello il :


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CAMma fa per Ipazia (Casoria)

Venerdì 30 ottobre: Il meetup amici di Beppe Grillo di Casoria ha organizzato un incontro pubblico col deputato del movimento 5stelle Luigi Gallo.
Luigi, membro della commissione cultura del parlamento italiano, conduce una personale campagna di informazione sulle problematiche relative alla scuola pubblica. L’incontro ha lo scopo di illustrare, discutere e magari comprendere una delle più controverse e dibattute leggi promulgate dell’odierno Governo Renzi: la 107, più nota, ( secondo il principio che ostentare ottimismo resta la miglior forma di marketing politico) come” La buona scuola”. La location scelta per ospitare l’evento è tra le più suggestive: la piccola sala convegni del museo d’arte contemporanea a Casoria, in sigla CAM. Paradossalmente, uno museo tanto rinomato in Europa ( persino la Markel qualche tempo fa è passata di qui… ) quanto sconosciuto agli “indigeni”: ”nemo propheta in patria sua” si legge nei vangeli …
Gli attivisti hanno profuso impegno e passione: organizzate una buona campagna di informazione, un servizio d’ordine e un piccolo buffet d’accoglienza. Il resto è merito di Antonio Manfredi, il direttore della struttura, che ha allestito in maniera impeccabile la sala, messa a disposizione in maniera completamente gratuita. Lo stesso Manfredi ,facendo gli onori di casa, invita Luigi,prima che cominci il dibattito, ad una breve visita guidata del museo: il tutto condito da quattro chiacchiere amichevoli ( e sofferte ) sullo stato di dissesto e di completo abbandono della struttura da parte delle istituzioni. ( qualcuno forse ricorderà del secchio con l’acqua che scorre… ).
La risposta del pubblico non ha premiato l’impegno: sebbene la tematica sia molto sentita tra gli addetti ai lavori, registriamo purtroppo la totale assenza di insegnanti degli istituti scolastici casoriani . La cosa, in fondo, non ci meraviglia più di tanto, sebbene la delusione bruci sempre allo stesso modo: qui da noi, tira molto di più un panino gratuito con la mortadella, il cantante neo melodico, o il personaggio di “ Uomini e donne” che una qualunque iniziativa a sfondo sociale e/o culturale.
È la peculiarità di questa nostra ” svogliata cittadina”: le dimensioni ( e le relative problematiche ) di un capoluogo di provincia, la diffidenza, spesso indolenza, di un paesino rurale del profondo sud.
Maria e Pietro faranno da mediatori, io ho il compito di introdurre l’ospite alla platea. Il mio breve discorso vuole polemicamente ricordare l’insipienza politica delle istituzioni casoriane, in particolare dell’ultima impalpabile giunta uscente, che con sorprendente superficialità e inadeguatezza, ha permesso che una scultura prestata dal CAM al Comune per la pubblica esposizione, fosse trafugata impunemente e rivenduta come ferraglia.

“ Noi tutti, cittadini di Casoria, siamo lieti di ospitare il portavoce Luigi Gallo, membro della commissione cultura della Repubblica Italiana.
Casoria: terra di Santi, rifiuti interrati e commissari prefettizi.
Casoria, un topos senza logos, dove anche il dietologo ti frega sul bilancio delle calorie…
Casoria,quel luogo senza più alcuna speranza di vedere la “Rinascita”.
La si intenda alla lettera: perché la Rinascita, ironia della sorte, è, anzi era, il nome dell’opera svanita come d’incanto dal deposito comunale, ex macello ( in nomen omen ): furgone per arte d’asporto , flex da saldatore ( per affettarla ) o teletrasporto avveniristico, non ci è dato sapere. Della scultura non vi è più traccia … Potrei naturalmente ricordare il valore economico dell’opera per enfatizzare il danno economico subito dal museo a causa della negligenza di amministratori e dipendenti, ma finirei per banalizzare l’accaduto riducendolo a mera rendicontazione. L’arte non ha prezzo, né conosce il principio angusto della proprietà: lasciamo ai mercanti del tempio quest’onere.
L’arte è libera manifestazione dello spirito, è concetto che plasma la materia, bellezza per antonomasia, è patrimonio dell’umanità tutta.
Casoria, mi si perdoni l’accostamento arduo, come Palmira: i nostri rubagalline come i tagliagola dell’Isis … Distruggere l’arte per propaganda o risibile guadagno è , mutatis mutandis, l’effetto della stessa vergognosa e desolante deriva sociale.
Dopo aver negato il diritto, offesa la dignità dell’uomo, obnubilata l’identità sociale e culturale di un popolo, si perpetra l’ultimo aberrante delitto: la negazione stessa dell’umanità. Cancellando quanto di più alto e sublime essa riesca a esprimere e realizzare: l’ARTE . La scelta del CAM. come sede di questo evento pubblico, non è dunque frutto della casualità , ma la volontà ferma di ribadire, dopo il furto, il principio della legalità. Il CAM assurge dunque a luogo emblematico; all’oltraggio dell’incuria e dell’indifferenza , alla volgarità di certa delinquenza, all’omertà e connivenza dei personaggetti locali, vogliamo contrapporre la presenza delle istituzioni, della politica espressa nei modi più alti e degni, per ribadire quel principio di legalità, che atti ignobili e un’ignoranza così radicata, ogni giorno mortificano.”

Comincia il dibattito: Luigi con grande proprietà di linguaggio e notevole capacità empatica, riesce, da subito, a relazionarsi con i convenuti in maniera informale, cordiale eppure straordinariamente efficace.
È un incalzare appassionante di domande : la platea è attenta, preparata, sensibile alle problematiche della scuola, esigente , e “non fa sconti”.
i moderatori faticano un po’ a contenere i tempi degli interventi.
Le risposte di Luigi, sempre puntuali e esaustive, lasciano spesso interdetti: le verità su questa riforma bruciano, tanti i bocconi amari che si fatica a mandare giù
Il tempo volge al termine: è il momento dei saluti. Chi ha potuto e voluto, ha assistito ad un momento alto della vita democratica: un parlamentare che senza etichetta o boria istituzionale si cala tra la gente, e con la gente sviluppa un dibatto costruttivo, appassionato, ma soprattutto convincente. Un eletto che con competenza e rispetto si confronta liberamente con i cittadini, che è tenuto a rappresentare nelle istituzioni, parlando senza remore o comoda ipocrisia, di mal governo e cattivo esercizio della politica. Sono le 20,30 di un venerdì sera: Il meetp ringrazia per la grande disponibilità il suo “portavoce” ,costretto a declinare l’invito al buffet, perché c’è una famiglia che lo attende ( un velo di tristezza avvolge quelle parole: questo lavoro ti tiene spesso lontano dagli affetti più cari).
Il meetup vuol fare dell’esperienza tesoro: restituire alla cultura la giusta attenzione. Nasce l’idea “ CAMmafà per Ipazia”: compriamo di tasca nostra un bel po’ di biglietti che regaleremo a chiunque voglia donare un libro al bistrattato centro di lettura Ipazia, di Arpino (Casoria): cultura in cambio di cultura, “un baratto dei contenuti”. Un progetto semplice e pure ambizioso, di riconoscere finalmente il giusto lustro ad una struttura eccezionale come il CAM e nel contempo riempire gli scaffali dell’ennesima topica della giunta “sbilanciata”.
( nel senso che è stata rispedita a casa per un buco nel bilancio … ).
La campagna di sensibilizzazione del meetup è partita ufficialmente in rete il 5 novembre: un post condiviso sul social cui seguirà, a breve, uno spot goliardico, completamente ” prodotto in casa”, per raccontare, con garbo e sottile ironia,lo spirito dell’iniziativa.
Un progetto avveniristico, in un contesto sociale in cui probabilmente ha maggior appeal un panino mangiato a sbafo dell’idea raffinata che la cultura sia nutrimento per lo spirito.