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Canto malinconico, a volte può anche tirarti su

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


Musica

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da movieplayer.it

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Al nostro amico Vittorio Marsiglia, direi un po’ dimenticato ma consacrato come l’ultimo interprete delle “macchiette” Napoletane, fiore all’occhiello di indimenticabili artisti del 900, genere completamente dimenticato, che impone la bravura di Marsiglia quale Moderna Macchietta, in grado di riprodurre antiche sapienze e furbizie comiche, pur con un minimo di distanziamento e moderna ironia.

La “macchietta” nasce dall’ironia esaperata di un soggetto, presentato in modo caricaturale, esasperandone e deformandone il modo di esprimersi, di pensare, i caratteri fisici, comportamentali e psicologici. E’ intrisa di allusioni spesso oscene, doppi sensi, volgarità e anche di spunti ironici, comici, sfacciatamente ridicoli, grotteschi, paradossali.

Di fatto la “Macchietta”, nel gergo comune, è un appellativo con il quale si indica una persona particolarmente simpatica e brillante, capace di farsi notare per particolari doti goliardiche o d’intrattenimento.

Nello spettacolo di varietà, nel periodo a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la macchietta era un numero comico a metà strada tra un monologo ed una canzone umoristica. La musica, ad onor del vero, espletava una funzione più che altro di sottofondo, di accompagnamento alla mimica dell’interprete, il cui principale intento era favorire e sottolineare le trovate sceniche del macchiettista o accompagnarne taluni brevi inserti cantati.

In realtà, il suddetto termine, ingloba e custodisce una delle figure più peculiari e distintive della napoletanità.

Vittorio Marsiglia nasce a Benevento in Campania, egli inizia la la sua carriera come leader di un complesso, gli Albatros, partecipa al Festival di Napoli con Aurelio Fierro e come autore di “Casanova ’70”, pezzo eseguito da Oreste Lionello; passa in seguito al Teatro, nel 1973 con lo spettacolo “Isso, essa e’o malamente”, regia di Giancarlo Nicotra; lavora poi con Aldo Fabrizi in “Baci promesse, lusinghe, illusioni”; con Aldo e Carlo Giuffrè nella “Francesca da Rimini”; con Gino Bramieri in “Pardon monsieur Molière”.