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Continua la lotta del Comitato per l’Ospedale Annunziata di Napoli

Scritto da - Redazione il :


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ospedale annunziata
Comunicato stampa
Dopo settimane di lotta, blocchi stradali, occupazioni, presidi e cortei, il comitato di lotta per l’annunziata continua la mobilitazione contro la regione di DeLuca – Polimeni e il governo Renzi, artefici della ristrutturazione del servizio sanitario regionale e dello smantellamento della sanità pubblica. Come comitato abbiamo preteso un atto ufficiale della regione che ufficializzi in via definitiva le dichiarazioni della regione sul mantenimento del reparto pediatria dell’annunziata e sul funzionamento h24 e senza filtri della terapia intensiva neonatale al vecchio policlinico. In attesa di provvedimenti ufficiali prepariamo la mobilitazione popolare contro gli attentati della regione alla vita di proletari e sottoproletari del centro storico! Opponiamoci alla privatizzazione dei servizi, allo smantellamento del welfare, alla precarizzazione delle condizioni di vita e di lavoro del proletariato e delle classi popolari! Ora e sempre resistenza! Qui di seguito un comunicato politico sulla questione L’ANNUNZIATA NON SI TOCCA! OPPONIAMO LA MOBILITAZIONE POPOLARE ALLE RISTRUTTURAZIONI DELLA GIUNTA DE LUCA E DEL GOVERNO RENZI! Dopo le manifestazioni popolari a Forcella e la conferenza stampa sotto la regione in difesa dell’Annunziata e del San Gennaro, il governatore De Luca si è prodigato in dichiarazioni a distanza nelle quali si preoccupa di: garantire all’opinione pubblica la sua contrarietà alla chiusura degli ospedali, rendere attiva e funzionante a breve un’area di degenza materno infantile di eccellenza, nella seconda Università mantenere una pediatria con area di degenza all’Annunziata nelle more dell’attivazione del polo materno infantile al Loreto Mare e del nuovo Ospedale del Mare. Nelle stesse dichiarazioni “lo sceriffo” De Luca scatena una polemica contro un gruppo di “squinternati” che avrebbe minacciato il direttore dell’Annunziata e contro il Movimento 5 Stelle nella persona del presidente della Commissione Trasparenza, Valeria Ciarambino, che avrebbe appoggiato queste persone. Rispetto a simili menzogne, riteniamo doveroso specificare che le succitate mobilitazioni della popolazione sono state condotte nella completa autonomia degli abitanti del quartiere e delle realtà sociali ad essi solidali, senza il bisogno di alcun rappresentante politico delle istituzioni vigenti, così come in completa autonomia di intenti e obiettivi si è sviluppata in quest’ultimo mese l’attività del Comitato di lotta per l’Annunziata. Riteniamo inoltre che gli “squinternati” siano, piuttosto, il governatore De Luca, i commissari governativi del Servizio Sanitario Regionale e i Direttori Sanitari che promuovono politiche sociali di stampo neoliberale in linea con il governo Renzi e con le richieste dell’U.E. di ristrutturazione dei servizi pubblici e del mercato del lavoro nei paesi membri. Tali politiche realizzano su scala nazionale (vedi Job’s act, Buona Scuola, Sblocca Italia, legge Madia) e locale (vedi il Piano Ospedaliero De Luca – Polimeni) la privatizzazione del settore pubblico e la precarizzazione delle condizioni di vita e di lavoro della popolazione, a favore delle classi agiati, dei proprietari aziendali e degli speculatori di ogni sorta, e a danno del proletariato e di tutte le classi subordinate e sfruttate dei quartieri periferici e popolari del centro. Quella cui stiamo assistendo, in altri termini, è l’articolazione su scala locale, nazionale e sovranazionale-europea di una guerra civile subdola e non dichirata mossa contro la classe proletaria, i precari, i disoccupati strutturali, gli emarginati del sistema capitalistico e tutti gli sfruttati in genere. Il Comitato di lotta per l’Annunziata pertanto oppone un netto rifiuto a tali politiche e al più generale processo di “riqualificazione sociale” (o meglio di “gentrificazione”) del centro cittadino promosso nell’ultimo decennio dagli esponenti delle istituzioni a vario titolo, in quanto tale riqualificazione, se vuole fare del centro di Napoli un museo a cielo aperto per i turisti e un luogo di shopping e di consumo per le classi benestanti, al contempo conduce a un progressivo rincaro della vita e degli affitti, alla militarizzazione dei quartieri “a rischio”, alla ghettizzazione delle classi meno abbienti – proletariato e sottoproletariato – e quindi all’esclusione delle stesse dai servizi e dai beni di prima necessità. Nel caso specifico della Sanità, la corruzione e l’uso privatistico di interi settori della sanità pubblica campana rappresentano già uno dei fenomeni più diffusi specialmente nelle aree di eccellenza ed hanno trasformato interi ospedali in cliniche private. La prospettiva è la morte dell’universalismo sanitario e la privatizzazione di tutto il settore, riducendo l’intervento pubblico alla sola urgenza. La giustificazione di questo processo è la mancanza di risorse pubbliche e la necessità di ripianare i bilanci della Sanità Regionale sulla quale pesano i vincoli imposti dai governi centrali ed una distribuzione delle risorse.