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Diario di una mamma al volante

Scritto da - Pamela Sangiovanni il :


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ingorgo scuolaTutti a parlare di traumi infantili, come se gli adulti, e nel nostro caso le mamme, di traumi non ne subiscano.

Non fai in tempo ad asciugare i lacrimoni di commozione per aver visto per la prima volta il tuo pargolo che indossa il  grembiulino bianco col fiocco dell’asilo, che già riprendi il fazzoletto per asciugare le lacrime amare che versi quando devi arrivare  con l’auto a scuola, dove ti sembra di trovare il raduno nazionale di mamme al volante.

Quando tuo figlio comincia ad andare a scuola, la prima cosa che  devi  imparare come ad un corso di sopravvivenza, sono gli orari strategici per non incappare in ingorghi (i più disgraziati sono quelli ad uncino),  e sgattaiolare a casa più in fretta possibile.

C’è chi arriva mezz’ora per trovare un parcheggio in pole position in modo da evitare al proprio pargolo 10 lunghissimi metri in più, e chi, come me, arriva last minute perchè viene da una serie di cose da fare incastrate nella prima parte della mattinata. Ad ogni modo, l’orario dell’uscita da scuola fornisce una bella visione di insieme degli usi e costumi torresi.

Per le scuole medie, poche le auto private uso pulmino che ottimizzano il traffico diminuendo il numero di auto e sollevano i genitori dall’impegno quotidiano; molti i genitori che si recano fuori scuola per un solo studente, tra cui sicuramente TROPPI quelli che abitano nel raggio di 500 m che, sia col sole che con la pioggia, prendono l’auto e contribuiscono all’ingorgo dell’ora di punta per evitare al proprio pargolo – magari in sovrappeso – 500 salutari e piacevolissimi metri in piano del tragitto casa-scuola.

La situazione normalmente critica, soprattutto per i poveri disgraziati che hanno la sventura di abitare vicino ad una scuola e rincasare o uscire quando escono i ragazzi, raggiunge livelli apocalittici quando piove.

“Bastano quattro gocce di pioggia e si blocca una città”(cit.)

Difatti, quando piove – senza parlare di diluvio, basta una pioggerella sottile – anche chi in genere va a piedi o con lo scooter  si sente in dovere di prendere l’auto (bisogna capire, a Torre del Greco non si vendono ombrelli), ed è così che l’orario di uscita da scuola dà il peggio di sè: auto parcheggiate in seconda e terza fila, da entrambi i lati, che lasciano libero lo spazio per il passaggio di un’auto sola, al massimo due piccole;  residenti  che devono transitare che portano sulle loro facce incazzate tutto il disagio che subiscono ormai da sempre, mamme impazzite che si piazzano davanti al cancello (se potessero andrebbero a prenderli in classe, i figli), impedendo ai ragazzi stessi di uscire, clacson che suonano, scooter che in tutto questo peggiorano la situazione facendo lo slalom tra le auto imbottigliate.

Ovviamente in tutto questo, che si ripete tutti i giorni, 5 volte a settimana, circa 20 volte al mese per nove mesi, mai, dico, MAI si è visto un vigile a dirigere il traffico, impedire soste selvagge o lancio in aria del pedone da parte di automobilisti imbufaliti.
Certo, bisogna anche capire  e non mostrarsi troppo esigenti: del resto un povero agente di polizia municipale che per tutto il giorno ha fatto col braccio segno alle auto di procedere (ovviamente su di un rettilineo, mai ad un incrocio nevralgico), alle 14 potrebbe non essere disponibile per gestire una situazione così complicata.

Io intanto mi sto attrezzando: mi compro un bel drone che sia in grado di sollevare due persone, così mia figlia la prelevo direttamente alla finestra della sua aula.

Da Torre  del Greco, Via De Curtis (già viale Lombardia), è tutto.