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Dog’s Area per i nostri amici a quattro zampe

Scritto da - Giacomo Mennella il :


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Exercise_area_for_dogs_running_free_Barndarrig_boarding_kennels_in_Barndarrig,_Wicklow,_IrelandQualcuno dice che è solo una questione di civiltà, che si tratta di educazione civica e rispetto dell’ambiente in cui si vive, ma questi sono concetti che banalizzano qualsiasi argomento. Gli animali domestici sono un’esperienza sociale e personale unica e speciale, in alcuni casi serve da terapia per gravi problemi di handicap comunicativi ad esempio come con i bambini, oppure semplicemente per dare un senso alla sensazione di solitudine che gli anziani sono costretti a subire negli ultimi anni della loro vita. Essendo l’animale domestico più diffuso, il cane rappresenta quasi sempre l’oggetto di tutti i riferimenti normativi e legislativi sulla tutela e tenuta degli animali, con l’impianto normativo nazionale sulla conduzione dei cani oramai ben definito e fondato su tre direttrici specifiche: sicurezza e incolumità, igiene e responsabilità del conduttore. Quella fastidiosa distinzione tra razze non esiste più, la museruola va portata sempre con sè e messa all’occorrenza, con un guinzaglio che non deve superare 1,5 mt e la responsabilità della conduzione che spetta al padrone che ha l’onere di condurre con diligenza l’animale in modo da evitare pericoli per i passanti e rischi per la salute pubblica. Ma veniamo alle noti dolenti, al problema più fastidioso che proviene dal tenere un cane nel proprio ambiente domestico, la passeggiata per le strade della città con relativa pipì e pupu del cane, con l’obbligo della raccolta delle feci dell’animale che resta a carico del padrone. Ci sono alcune città come Napoli che per combattere il problema delle feci lasciate sui marciapiedi a partire da inizio 2015 hanno istituito un’anagrafe canina con catalogazione del DNA dei cani, per effettuare ex post le analisi delle feci e successivamente multare i padroni inadempienti.
E a Torre del Greco com’è la situazione? Sicuramente c’è tanto da fare sopratutto rispetto agli spazi dove condurre i nostri cani, in effetti molto spesso come in tante altre città italiane, si individuano delle zone pubbliche specifiche dove portare i nostri fidi amici, aree che quindi diventano col tempo sudicie e quindi pericolose per la salute dei cittadini e degli altri cani che transitano in quella zona. E allora come risolvere la questione senza ricorrere a metodi di “catalogazione”? Inutile dirlo che una grande mano la devono dare i padroni da un lato e i controllori dall’altra, polizia municipale su tutti, ma questo oramai lo diamo per assunto indiscutibili, la novità potrebbe essere rappresenta delle così dette dog’s area. Queste ultime nei paesi del nord europa e in qualche piccola realtà italiana, rappresentano un’esperienza già sperimentata con successo perché servirebbe a localizzare in una determinata zona della città il luogo dove recarsi per la passeggiata dei nostri animali che potrebbero così correre e giocare liberamente ed essere tranquilli nell’espletare i loro bisogni, il tutto chiaramente sempre nel massimo del rispetto e della pulizia per il luogo che li ospita e dell’incolumità dei padroni e di tutti gli animali presenti, stimolando così anche la socializzazione tra gli animali e perché no anche tra i padroni.