0%

Edilizia con dono (San Giuseppe Vesuviano)

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


Adv

20151008_191358Dopo vari annunci dell’Amministrazione di San Giuseppe Vesuviano, dopo varie critiche e perplessità dei tecnici e dei cittadini: l’Amministrazione Comunale di San Giuseppe Vesuviano ha promosso un incontro con i tecnici (ingegneri, architetti, geometri, etc.) teso a chiarire alcuni aspetti relativi al condono 47/85 e 724/94 anche alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale n.117/2015. L’incontro si è tenuto  Giovedì 8 Ottobre, ore 18.00, nella Sala Consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano.

Tanto per chiarire: l’abusivismo edilizio dei comuni vesuviani è una piaga che ha origini lontane, essa scaturisce dalla mancanza da parte delle Istituzioni locali delle regolamentazioni dei territori. Dunque l’assenza di un piano regolatore, ha favorito l’edificazione selvaggia sui suoli privati, con la conseguenza di una urbanizzazione disarmonica e incontrollata. Il risultato ad oggi è sotto gli occhi di tutti ed è stato ampiamente criticato e condannato, tant’è che per porvi rimedio sono stati messi negli anni, diversi vincoli legislativi atti ad impedire che si perpetrasse lo scempio. L’ultimo vincolo ideato dall’ex governatore della Regione Campania Antonio Bassolino nel 2004, crea un’ampia zona intorno al Vesuvio, denominata zona Rossa, esso di fatto sancisce l’inedificabilità assoluta per scopi abitativi di quei territori, e si sovrappone ad altri vincoli paesaggistici e di salvaguardia preesistenti, quest’ultimi sono stati sempre facilmente aggirabili, in quanto troppo generici e soggetti a “libere e convenienti interpretazioni”.

Infatti la zona rossa, intesa come compromesso, prevedeva che i privati abbandonassero le proprie abitazioni in cambio di un bonus in danaro per acquistarne un’altra in luogo lontano dal rischio vulcanico.

Nei fatti però, anche quest’ultima Legge è fallita, le persone residenti non hanno abbandonato gli immobili, anzi ne hanno acquistato altri in località balneari dichiarandole abitazioni di residenza principale.

Il Sindaco ha ampiamente descritto la problematica che non affligge il solo Comune di San Giuseppe V. ma anche gli altri Comuni ricadenti nella cosiddetta zona rossa, affermando che alla luce della sentenza tema del dibattito, i vincoli posti in essere perdono la loro efficacia e le istanze di condono edilizio del 1985 e del 1994 possono essere evase con il rilascio delle relative Concessioni.

Al di là dei ragionevoli dubbi, scaturiti dall’ulteriore intreccio venutosi a creare con questa sentenza della Corte Costituzionale (massimo organo di Giudizio), noi tutti vogliamo fortemente sperare in un recupero urbanistico di questi immobili, i quali rappresentano un’alta percentuale delle abitazioni che mai potrebbe essere requisita ed abbattuta.

Resta quindi la suspance per il popolo dei con_donati che dovranno attendere l’evolversi dell’intreccio legale tra i vincoli gestiti dalla Soprintendenza e la riduzione dell’efficacia voluta dalla Legge Regionale 16/2014 di Caldoro avvalorata dalla sentenza della Corte Costituzionale.

Noi tutti vogliamo fortemente sperare che questa sia la volta buona, che il condono restituisca legalmente le case ai legittimi proprietari, con l’augurio che se le godano senza la spada di Damocle dell’abbattimento.

Vogliamo sperare soprattutto, in un futuro strumento urbanistico preciso e coerente che sciolga i dubbi e i vincoli e dia lustro al nostro paese San Giuseppe Vesuviano, da troppo tempo scevro di chiarezza e giudizio.