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Esportiamo musicisti d’eccellenza, la storia di Leopoldo (Torre del Greco)

Scritto da - Giacomo Mennella il :


Musica

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Leopoldo Fontanarosa è un torrese doc ed è un violinista affermato che ha avuto l’onore di suonare a Roma l’11 marzo in S. Giovanni in Laterano e il 12 marzo in San Pietro in occasione di un’udienza papale straordinaria per il Giubileo 2016. “E’ stata indescrivibile l’emozione di poter vedere Papa Francesco e poter far risuonare la voce del mio violino – ci dice Leopoldo Fontanarosa -. Tra l’altro il comandante della gendarmeria vaticana mi ha detto che in S.Pietro non sono ammessi strumenti musicali, se non l’organo e le trombe in occasioni speciali quando c’è il Pontefice, quindi sono stato uno dei pochissimi ad aver avuto l’onore, nella storia della Basilica, di suonare il violino in quel luogo. Un’esperienza unica che porterò per sempre nel cuore”. Le origini non si dimenticano con facilità, sopratutto se hai tentato di cambiare la tua città provando a far leva sulla cultura e la musica, inculcando valori che a Torre del Greco grazie a maestri come Salvatore Accardo, restano indelebili e ben saldi. “Sarei dovuto partire per la Francia per far fruttare i miei studi musicali – continua Leopoldo Fontanarosa -, invece sono tornato a casa per motivi familiari ed in questi dieci anni ho fatto di tutto per cercare di diffondere cultura sul nostro martoriato territorio. Ho fondato un’associazione musicale, un’orchestra e vari gruppi cameristici, ho diretto l’Orchestra della Compagnia degli Artisti proponendo e realizzando, con enorme difficoltà, eventi culturali. Sono andato via per il semplice fatto che lavorare in ambito culturale da noi è impossibile. Non c’è un’imprenditoria privata interessata ad investire in cultura e le istituzioni locali finanziano spesso eventi molto discutibili, secondo il solito sistema clientelare, al quale ho voluto sottrarmi”. Di questa bella storia resta l’orgoglio di un concittadino che riesce ad affermarsi in una disciplina artistica dove solo grazie all’abnegazione e alla passione si riesce a raggiungere alti livelli, ma il rammarico per aver fatto scappare un talento che altre sì avrebbe potuto dare tanto in termini di diffusione della disciplina ma più in generale di cultura artistica e musicale sul nostro territorio e invece è dovuto emigrare per esprimere tutto il suo talento.