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FAVOLETTA PER TRIVELLA

Scritto da - Biagio Fioretti il :


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12928305_10208945798064310_5577101223342876321_nC’era una volta nel paese Maremoto, un pescetto piccoletto. Era piccolo e colorato, con le strisce fatte apposta.
– Ohibò gli disse il granchio, dove vai di pinne smosse?
– Corri amico, sbottò il pescetto, sta per scendere una cosa fitta fitta. Fatta densa e nera scura, che ti copre zampe e chele. Te le fa nero china e diventi un’altra cosa. Mezzo morto e puzzolente.
– Ma che dice, non ti credo. Qui il mare e fondo e chiaro. Quella nebbia scura e morta, è un tuo incubo da pescetto piccoletto.
Se ne andò così il pescetto, lesto lesto e con affanno. Solo il granchio rimanette, a brucare alghe e spugne.
Fu così che all’improvviso, proprio sotto a piedi in ferro, a colonne rumorose fatte proprio per far buchi, proprio a fianco nella rena, fu lo dico con un pianto, fu che venne quella onda. Scura, nera, senza fine. Puzzolenta come olio.
Il pescetto al riparo, tutto vide e tanto seppe. Il suo amico con le branchie fu coperto e maledetto. E a morire poi divenne, solo solo e nero nero da parere un carbone.