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Ci sono odori e sentori che fanno Torre, un luogo, un volto pure. Abbasce a ‘Nnunziata c’erano due o tre cose che la facevano, me la ricordano ancora, forse ne danno ancora il là.
L’acqua a terra, il bagnato per e puoste ro pesce; la gente che sciamava per quel mercato perenne e Franchino ‘o panzaruttaro.
Era come un posto fisso il suo. Volto e odore inconfondibile. Olio fritto e rifritto, ciociola di creta con la pastetta e quel panno forse bianco, che copriva i panzarotti pronti per essere fritti.
‘O cuoppe era come un rito. Zeppole e panzarotti e una manciata di sale prima di pagare. La vita sapeva di caldo e pepe, di ‘nzevato al punto giusto.
Franchino faceva, si direbbe oggi, filiera con i cicinielli. La ricordate la bontà di farsi uno zeppolone coi cicinielli comprati di fianco, poco più in là?
Come spiegare o dire o solo far sentire che cos’era mangiare quel bollente di farina e pesce?
Fish and chips? Ma per piacere! L’ha inventato Franchino ‘o panzaruttaro e vasce a ‘Nnunziata, prima di ogni inglese

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Nell foto Franchino metre frigge. Foto storica di di G. Kosta

 

Biagio Fioretti

Di Biagio Fioretti

Biagio Fioretti nasce a Torre qualche anno fa; era di dicembre e proprio sulla linea di confine tra le due Torre. Manco a dirlo ci fu una gran disputa su chi dovesse trascrivere tanto natale. Vinse il Savoia proprio sulla Turris e tanto fu. L ‘unica certezza sulla quale gli storici concordano, è e fu sulla sua vesuvianità. Scrisse e studió in ragione di quel Vesuvio che amó e odió e ne fece sua dolce ossessione. Vive tuttora e da geologo, continua a sognare le vigne di uva caprettone della sua amara terra.

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