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Frocio sì ma solo a Ballando con le Stelle

Scritto da - Pietro De Filippis il :


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Frocio si ma solo a Ballando con le StelleSabato scorso avevo a cena i miei genitori con mia sorella ed un’amica, i miei suoceri e Ruggiero con moglie e prole, per festeggiare il compleanno della mia piccolina. Dopo aver mangiato l’impossibile e bevuto una damigiana di vino, non poteva mancare il confronto generazionale…

Spunto della discussione offerto dai programmi alla TV. Premetto che il sabato sera in televisione nessun programma è degno di essere guardato, ma le donne della serata si contendevano la visione di C’è Posta per Te su Canale 5 e Ballando con le Stelle su Rai 1.

Inizialmente la scelta fu la visione del programma di Maria De Filippi ma con un colpo felino mia suocera, approfittando anche della distrazione generale, cambiò canale preferendo la Carlucci a Mary (c’è confidenza tra noi, portiamo quasi lo stesso cognome).

Devo dire che a mia suocera piace tanto quel programma e io molto incuriosito volevo capire di cosa si trattasse. Subito notai la folta presenza di persone omosessuali e a quel punto si scatenò l’inferno, stava per apprestarsi uno dei più aspri conflitti generazionali.

Al mio: “A gnò ma ind a stu programm ci stann tuttj ricchiun?”… “ma voi non siete contro gli omosessuali?”
Lei mi risponde stizzita “ma che c’entra voi li volete far sposare e avere anche dei figli”…

Inizia un battibecco che coinvolge un po’ tutti, ovviamente gli under 40 favorevoli alle unioni ed adozioni per le coppie gay mentre gli over 50 sfavorevoli a tutto o quasi. Io volevo capire cosa li spingesse a quel tipo di ragionamento e credo che questo modo di vedere la questione sia condiviso da molti loro coetanei e le colpe a questo loro modo di vedere il mondo omosessuale sia imputabile in primis alla dottrina della Chiesa Cattolica e poi a fattori culturali e sociali.

Il loro ragionamento era in certi versi molto contraddittorio, uno dei soliti è che se un bambino crescesse con due genitori gay la possibilità di “diventare” gay sarebbe più elevata. Io gli facevo capire che non era possibile e volevo farmi spiegare come per loro fosse possibile, secondo la loro stessa logica, avere un figlio gay da una coppia etero…

Poi c’era la “talebana cattolica” del gruppo, mia suocera, che solo perché l’aveva detto il prete era una cosa sbagliata e ad un mio “come la mettiamo con i preti gay?” non mi sapeva dare una risposta seria e alla mia affermazione “scusat, ma comm’è a Ballando con le Stelle ve lo vedete, là non ci stanno gli omosessuali?” lei mi rispondeva “là sì, ci possono stare”…