0%

Giancarlo Siani “La memoria violata”

Scritto da - Luisa Di Paola il :


Attualità

Adv

tmp_29164-FB_IMG_1442852143124761659620Ciao Giancarlo, ti ho pensato in questi giorni. Oggi sono passati 30 anni dalla tua brutale dipartita. Io ne avevo 5 quell’anno, non sapevo chi eri, ne quello che facevi, ma crescendo ho sentito tante volte pronunciare il tuo nome, letto la tua storia di vita e di morte, visto strade dedicate a te, persino un bel film! Sei diventato uno dei simboli più rappresentativi della lotta alle mafie, hai lottato, non ti sei piegato.

Corrispondente per Torre Annunziata, ti occupavi principalmente di cronaca nera e quindi di camorra, studiavi i rapporti e le gerarchie delle famiglie camorristiche che controllavano Torre Annunziata e dintorni, soprattutto in tema di appalti pubblici e legami tra politica e malaffare.
Il tuo lavoro di “inchiesta vera” di “giornalista giornalista”, in questa città, ti ha ucciso. La camorra ti ha ucciso, quella stessa camorra che ha portato all’attenzione del Prefetto anche l’attuale amministrazione Torrese, ancora oggi oggetto di attività ispettiva da parte della Prefettura di Napoli, dalle cui prescrizioni e richieste si leggono diffusi e radicati collegamenti con la criminalità organizzata locale.
Due giorni fa a Torre Annunziata sono cominciati i “festeggiamenti “: un’intera settimana dedicata a te e alla tua fedele compagna di inchieste, la Mehari verde, acchittata a festa, ridipinta e tirata a lucido di un verde brillante! Ha circolato nelle strade della città, per un evento patrocinato dall’Amministrazione comunale, in particolare in quei quartieri teatro di guerra e sangue di cui scrivevi .
La tua fedele socia è stata strumentalizzata e usata da quegli stessi politici che da 30 anni (collusi) consentono ancora a chi ti ha ucciso, di avere potere e controllo su questa città, è stata resa oggetto di redenzione per coloro che senza pudore ne vergogna, in testa alla parata, si sono immolati a promotori di legalità.
Oggi 23 settembre, nello stesso giorno di 30 anni fa, in cui spensero la tua voce per sempre, a pochi passi dalla tua abitazione nel quartiere Vomero di Napoli, tra altri interventi commemorativi, ci sarà a parlare di te l’attuale presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca… Si Giancarlo, proprio lui, quel De Luca con una storia giudiziaria da farti rivoltare nella tomba, accusato e citato in giudizio con 18 capi di accusa in ben 8 procedimenti:

Falso
Corruzione
Truffa
Truffa aggravata
Associazione a delinquere
Concussione
Condanna Corte dei Conti per stipendi d’oro
Danno Erariale
Peculato
Diffamazione
Abuso d’ufficio
Falso Ideologico
Lottizzazione Abusiva
Lo so, lo so, abbiamo sbagliato tutto Giancarlo e ora la tua morte ti appare un sacrificio vano.
Non posso che inginocchiarmi e chiederti perdono perché abbiamo permesso che la tua memoria venisse infangata e disonorata da questi personaggi ai quali tu non avresti mai concesso di accostare il tuo nome.
Chiudo con una tua citazione che ognuno di noi dovrebbe tenere sempre custodita nella memoria:

“Puoi cadere migliaia di volte nella vita, ma se sei realmente libero nei pensieri, nel cuore e se possiedi l’animo del saggio potrai cadere anche infinite volte nel percorso della tua vita, ma non lo farai mai in ginocchio, sempre in piedi”

CIAO GIANCARLO…