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In Gola Fumo

Scritto da - Biagio Fioretti il :


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12243103_1698287923737822_4907999209009626672_nVolevo vederti, sentire come pulsi e quanti cuori hai. Volevo sentire il tuo fiato, quel ciato che si sente appena e sa solo di fumarole e zolfo.
Mara e Luigi sono colleghi geologi e guide vulcanologiche sul Vesuvio. Lavorano sempre, pure di domenica, per il precariato in cui sono costretti da anni, tra Parco e Osservatorio Vesuviano. Ma questa è un’altra storia che andrebbe tutta raccontata.
Ci accompagnano in vetta dal lato di Torre del Greco-Ercolano. Una strada bellissima, che si inerpica tra il Somma e il cono del Vesuvio, in quel Vallone dell’Inferno che è stupendo, per fascinazione lunatica. La strada è disseminata di sculture di artisti mirabili ed uniche, lasciate all’incuria e ai rifiuti di ogni genere. Ogni passo lungo il sentiero sterrato, dona scorci mozzafiato e un’aria finissima.
In cima ti guardo finalmente in gola Vulcano amato. Non tossisci, non brontoli. Te ne stai a sopportare turisti e baretti lungo il bordo del tuo stare. Solo quel fiato bianco dice che sei vivo, che ci sei e che aspetti solo il tuo momento.
Accendo un Toscano Originale e mi fa strano fumare proprio lì, a due passi dal tuo fumo.
Guardo giù, dall’altra parte, dove l’uomo scellerato ti ha costruito attorno e ovunque. Penso che da quassù, neppure uno sputo cadrebbe sul suolo. Colpirebbe solo e sempre tetti e strade e parcheggi e palazzi o centri commerciali. E vite umane.
Prego in silenzio, ma tu sghignazzi, lo so.
Malinconico e sconsolato, guadagno il fondo valle, con addosso la sensazione che venire a guardarti in gola, mi ha solo spaventato ancora e sempre.
Irrimediabilmente.