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Il Biodigestore nel ripostiglio (San Pietro a Patierno)

Scritto da - Licia Ruggiero il :


Attualità

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biodigestoreOggi vi racconterò una storiella, anche se inizia con c’era una volta non è una favola, le favole si sa come vanno a finire, “e vissero tutti felici e contenti”… In questo caso non si sa ancora…
C’era una volta una bellissima casa con tante stanze e tanti abitanti, affacciava su uno splendido golfo e aveva persino un vulcano sonnecchiante a fargli da sfondo e da guardiano. Nel salotto si svolgevano tante belle feste, sfilate di moda, eventi e inviti, i capofamiglia non badavano a spese quando si trattava di mettere in mostra le stanze belle e c’era anche un grande ripostiglio… là dentro si riponevano le cose che non servivano più, che non erano belle da vedersi e che non attiravano gli ospiti, vi si mettevano persino i figli più ribelli e scalmanati in castigo. Nel ripostiglio vi avevano infilato di tutto, carcere, campi rom, materiali di scarto, aeroporto, forno crematorio, monnezza, amianto, rifiuti speciali.. a un certo punto nessuno ci voleva più entrare perché la puzza e il caos erano insopportabili… la monnezza era troppa e neanche il ripostiglio riusciva più a contenerla, cominciava ad essere parcheggiata anche nelle altre stanze, rischiava di invadere il salotto “buono”! Allora i capofamiglia ebbero una idea “geniale”… che dite se la bruciamo? Magari con l’energia che ricaviamo ci scaldiamo casa o ce la vendiamo, così facciamo pure affari! Dove collocare l’impianto per bruciare la monnezza? Mettiamolo nel ripostiglio naturalmente! Ma nel ripostiglio ci sono già tante cose… e noi facciamo finta che è una cosa bella chiamiamolo “biodigestore”… oggi BIO va di moda, nessuno si insospettisce se dici “bio” pensano subito a cose salutari e di tendenza… Invece di dire impianto per incendiare la monnezza e produrre gas metano (che ci vendiamo e facciamo pure i soldi), diciamo “biodigestore”! Ma i figli non erano proprio convinti, questo “coso” in casa non sembrava proprio salutare, magari era pure pericoloso e se scoppiava si facevano male e danneggiava pure le altre stanze… non lo vogliamo! E poi quando mettiamo Pasqualino e gli altri a dormire nel ripostiglio, perché devono stare in castigo, respireranno veleno, si ammaleranno e moriranno! I capofamiglia non sapevano come placare le ansie dei figli “ribelli” e cercavano di convincerli con tante belle promesse, più soldi, più lavoro… in realtà più puzza, più tossine e più morte!
Avete capito di cosa si tratta? Del progetto criminale di costruire a Napoli, un impianto per la produzione di gas metano dalla digestione anaerobica di rifiuti organici (ma non solo), indovinate dove? In periferia! Nel quartiere di San Pietro a Patierno! In verità ci avevano già provato a costruirlo a Scampia, sempre in periferia, ma gli abitanti sono insorti e allora, calmate le acque, ci hanno riprovato alla chetichella e nel silenzio generale, ad ottenere il decreto di compatibilità ambientale dalla Regione per costruirne un altro , tre volte più grande, a San Pietro a Patierno… in verità non poco distante dal luogo prescelto avevano già provato a costruire un campo Rom, senza esito per la ribellione dei residenti, adesso sono tornati alla carica con l’impianto e la “munnezza”da bruciare. Qualcuno dirà, ma il problema dei rifiuti da smaltire c’è, come lo risolviamo? In realtà il modo per risolverlo c’è, è stato proposto da un manipolo di sognatori rivoluzionari che qualcuno chiama “Movimento cinque stelle” con un piano rifiuti che nessuno si è filato finora perché non arricchisce i soliti noti, non impatta sull’ambiente e sulla salute dei residenti e non è stato pensato dai soliti politicanti che ci ammorbano e ci avvelenano da decenni. Come andrà a finire questa storiella? Riusciranno i nostri eroi residenti in periferia ad impedire questo ennesimo scempio e insulto alle periferie per arricchire i soliti imprenditori senza scrupoli? Auguriamoci di sì! Gli eroici residenti con l’aiuto dei soliti sognatori penta stellati sono già riusciti a far partire un ricorso, magari, nel frattempo informiamoci sul piano alternativo presentato e diamoci da fare tutti!