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Non voltiamo le spalle al nostro diritto alla Salute

Scritto da - Antonio Di Rosa il :


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Gilmour ce lo aveva detto già nel 1987.
Un anno prima il destino dell’ospedale della mia città era segnato da una iniziativa che mirava a distruggerlo nel tempo, un pezzo alla volta.
Quando la città se ne sarebbe accorta sarebbe stata troppo tardi.
David Gilmour aveva usato l’ennesima copertina capolavoro, progettata da Storm Thorgerson, per avvisarci: infiniti letti d’ospedale su una spiaggia, il mare vicino ed un uomo seduto.
Voltato altrove.
Come la nostra città.
Il buon David lo aveva perfino cantato.
Voltando le spalle a chi è pallido e oppresso.
Ed alle parole che ci dicono e che non capiremo:
“Non accettate che ciò che sta accadendo sia una sofferenza solo altrui o vi ritroverete uniti a chi volta le spalle!”
Continuava con
“Laddove un popolo muto è unito in un tacito accordo”
Si, parlava proprio a noi.
A noi che ci lasciavamo rubare un ospedale girandoci altrove.
Ci parlava meglio di qualsiasi politico e di qualsiasi prete.
Ci invitava a “Non voltare più le spalle a chi è debole e sfinito.
Niente più voltar le spalle al gelo che c’è dentro.
Solo un mondo che tutti quanti dobbiamo condividere.
Non basta restare fermi e guardare.”
Gilmour in On the turning away parlava a noi.
A noi che abbiamo abbassato la testa e ci siamo rifiutati di ascoltare.
Io per primo.
Basta.
Basta voltare le spalle.
“È solo un sogno che in futuro non dovremmo più voltare le spalle?”