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IL PORTO

Scritto da - Antonio Di Rosa il :


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molo-sul-lago-trasimenoRebeca.
Con una c, perchè è messicana.
Di Puerto Vallerte.
Dicevamo, Rebeca si fidanza.
Lui è un giovane pescatore.
Anche lui di Puerto Vallerte.
Poco prima del matrimonio lui parte per una battuta di pesca.
Promette alla sua amata di far presto ritorno.
Sarà una promessa che non potrà mantenere.
Il suo peschereccio non sarà mai ritrovato.
Da quel giorno, Rebeca Mendez Jimenez di Puerto Vallerte vive sul porto.
Aspetta il suo amato.
Indossa l’abito da sposa, così se lui torna la riconosce.
Non si muove da lì.
Dal molo di San Blas.
Il tempo vola via.
I suoi occhi si riempiono di lacrime e di albe.
Si innamora del mare.
È sola con il suo spirito.
I suoi capelli diventano bianchi.
Nel paese viene soprannominata la pazza del molo.
Un giorno di Aprile tentano perfino di portarla al manicomio.
Ma non ci riescono.
Ormai è radicata nel molo.
Non si può strapparla dal mare.
Così lei rimane lì.
Fino al settembre del 2012.
Quando muore.
Sola con il sole e con il mare.
Sul molo di San Blas.
Qualche anno prima un cantante messicano fa un viaggio a Puerto Vallerte e gli parlano della pazza del molo.
I due si conoscono.
Il cantante è toccato da quella storia e decide di scrivere una canzone.
Nasce “En el muelle de San Blas”, dei Manà.
In polinesiano “Manà” significa “energia positiva”.
Come l’amore.
Perchè l’unica pena peggiore del non sentirsi amato è sentirsi soli quando si è in coppia.
Come su un molo ad aspettare che l’altro arrivi.
Col vestito buono e ignorando il mondo intorno.
Fino alla vecchiaia.
Qualche volta fino alla morte.