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Innocenti evasioni

Scritto da - Pamela Sangiovanni il :


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Scontrino Pamela

Foto di Pamela Sangiovanni

Esco dalla pizzeria in cui ho appena finito di cenare e la cerco subito su TripAdvisor per recensirlo: niente! Eh no, penso, ij cu’ cocc’run aggia sfuga’!

Aucelluzzo, pensaci tu!
Insomma, dove ceniamo? Napoli? No, mi scoccio, è luntan.
La nostra solita pizzeria? È in ferie.
Si potrebbe provare quel posto nuovo, sembra tanto carino, è sul mare all’aperto e ci godiamo un po’ di frescura: aggiudicato!
Bene: dopo una breve passeggiata sul litorale, arriviamo al ristorante – pizzeria aperto all’interno di uno stabilimento balneare, per l’occasione rimodernato e tirato a lucido: arredi in legno bianco, reti da pescatore, conchiglie, tende di tulle bianco. I camerieri ti accolgono con modi alquanto affettati, con quella gentilezza che, quando eccessiva, più che metterti a tuo agio, allerta il campanello d’allarme della tua diffidenza e ti fanno domandare subito dov’è la sóla.
Ci fanno accomodare ad un tavolo accanto al parapetto che dà sulla spiaggia : lanterne, il mare, una falce di luna che durante la cena dolcemente cala ed arrossisce come una fanciulla ingenua.
Tutto perfetto, finora..
Ti guardi attorno e stai quasi per convincerti del fatto che vivi in un posto meraviglioso, che non abbiamo nulla da invidiare ad altri posti e che una rinascita sia possibile, quando….
“ZOCCL ZOCCL ZOCCL ZOCCL
ZOCCL ZOCCL ZOCCL ZOCCL
ZOCCL ZOCCL ZOCCL ZOCCL”
Ad un volume che definire “invadente” sarebbe un eufemismo, viene diffusa in filodiffusione la colonna sonora di un musical napoletano di cui ho vagamente sentito parlare (ma che dubito rientri nella Stagione del San Carlo)
Inutile dire che la cosa fatto subito perdere al locale parecchi punti: in un locale “fashion” difficilmente si ascolta O RUSS È N’OMM E MMERD.
Tuttavia una persona di buon senso può sorvolare su particolari di questo tipo trattandosi di (pur importantissima) forma.
Ma è al momento della “resa del conto” che si comprende quanto improvvisata ed approssimativa possa essere l’imprenditoria dalle nostre parti, e contribuisca a dare alla nostra provincia un aspetto da terzo mondo.
“Cameriere, il conto. Vorrei pagare con bancomat ”
“Mi dispiace, non è ancora attivo ”
Poco male, pagheremo in contanti.
Arriva il cameriere con la fighissima cartellina per il conto (che fa pendant col menù e con le sedie ), all’interno del quale ci porta un pezzo di carta appena decifrabile.
Inutile dire che la nostra richiesta di una fattura o uno scontrino sia caduta nel vuoto cosmico.
In cambio abbiamo ricevuto un fighissimo biglietto da visita col numero personale del gentilissimo responsabile di sala per prenotare “la prossima volta”.
Si si.
Aspettatemi