0%

Isole ecologiche, ecco a che punto siamo (Torre del Greco)

Scritto da - Giacomo Mennella il :


Adv

12048500_10206402537115692_1572326768_nÈ di un anno fa l’ispezione dell’Arpac, che sollecitata da un duro richiamo del parlamentare Luigi Gallo, rilevò gravi irregolarità nelle isole ecologiche cittadine intimando l’amministrazione comunale tramite la ditta appaltatrice, al ripristino dei criteri di corretta gestione delle zone di deposito temporanee dei rifiuti. Le aree risultarono prive di pattumazione, carenti per canalette adibite allo scarico dei colaticci e mancanti totalmente delle vasche di raccolta dei liquidi colaticci. Qual è lo stato dell’arte dopo oltre 12 mesi da quell’ispezione? Tralasciando per il momento la questione relativa alla modalità di raccolta dei rifiuti ed al relativo smaltimento perché spesso quest’argomento è normato a livello nazionale, ne è ad esempio la discutibile decisione del governo di attivare dodici nuovi termovalorizzatori (vedi l’art. 35 del famigerato decreto Sblocca Italia D.L. 133/2014, approvato dal governo Renzi il 12 settembre 2014, convertito in legge l’11 novembre scorso e riprese nel decreto attuativo del 29 luglio 2015), abbiamo fatto un giro nelle isole ecologiche cittadine constatando che nulla è cambiato rispetto ad un anno fa, anzi la situazione delle aree interessate cresce in degrado. La mancanza di sorveglianza è probabilmente il problema più grave, con persone che girano incontrollate nelle aree di stoccaggio per raccogliere i rifiuti, e ancora la totale mancanza di controllo sulle modalità di differenziazione che i cittadini adottano, senza considerare la carenza di igiene e pulizia dell’area che durante la giornata non è mai assicurata, creando soprattutto nel periodo estivo non pochi problemi per gli abitanti delle zone limitrofe per i cattivi odori emanati, insetti e topi. Se non si vogliono considerare sistemi alternativi di raccolta dei rifiuti, oramai il concetto di isole ecologiche è superato a favore di una gestione dei rifiuti che va sempre più verso il porta a porta, sarà davvero complicato ricercare soluzioni sostenibili per queste aree così vaste che sembrano sempre più discariche a cielo aperto e non le oasi o i giardini ecologici prospettati nella prima fase di implementazione del progetto. È palese che il principio delle isole ecologiche è stato completamente stravolto, perché nascono affinché le strade restino pulite e per evitare che i sacchetti vengano depositati ovunque macchiando ad esempio le zone di deposito, ma constatiamo che le strade continuano ad essere sporchissime, in molte zone della città i sacchetti vengono depositati dovunque e a qualsiasi orario del giorno, ma sopratutto manca una seria programmazione di manutenzione circa lavaggio accurato di marciapiedi e strade, con relativa disinfestazione.