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La civiltà (mutevole?) dei fumatori!

Scritto da - Angelo Visone il :


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Un marciapiede a caso in un giorno qualunque.

Nel mio personale modo di vedere il mondo, sto da un po’ di tempo iniziando a provare una forma di “odio” per la categoria dei fumatori.

Sia ben chiaro, sono uno di quelli che crede profondamente nella libertà e nell’esercizio della stessa sempre nel pieno rispetto dei confini oltre i quali si rischia di violare quella altrui.

La mia può sembrare una guerra contro i mulini a vento o solo un problema marginale rispetto a quelli con i quali ci confrontiamo ogni giorno ma è indubbio che un fumatore, oltre ad inquinare gli ambienti che frequenta con il fumo, insozza ovunque nel seguente ordine con:

  1. La plastica esterna;
  2. La cartina argentata;
  3. Il pacchetto delle sigarette;
  4. Le cicche.

Vi chiederete se la cosa è frutto di una mia personale avversione verso la categoria.

Beh, la risposta è sicuramente NO! O perlomeno forse sì ma con un distinguo e non senza motivo.

In particolare sono contrario alla sotto categoria esistente nei fumatori (che ahimé, a giudicare da quanto si vede in giro, rappresenta la maggioranza, purtroppo!) che ha un’educazione mutevole o se vogliamo dirla tutta con due pesi e due misure!

Tra i miei amici conosco fumatori che quando sei a casa loro non sei in grado di percepire l’odore del fumo e anche se ci sono le ceneriere non trovi traccia di cicche e  dove non riesci neppure a trovare, per sbaglio, un po’ di cenere caduta per terra.

Queste persone infatti hanno la buona abitudine (insana in molti casi) di andare a fumare fuori al balcone o perché i familiari non tollerano il fumo o per non ingiallire gli arredi e buttano cenere e cicche dal balcone stesso?

Sia chiaro, non generalizziamo in quanto ho altri amici che fumano ovunque in casa loro, raccolgono, come dovrebbe essere, la cenere e relativi annessi, per poi buttarli dove si deve spingendosi addirittura, in rarissimi casi, a comprare delle bustine monouso o delle scatoline di latta in cui mettono cenere e cicche.

Per la prima sotto categoria (quelli che buttano cenere e cicche ovunque tranne che in casa loro) onestamente provo un profondo senso di schifo soprattutto nei mesi estivi in quanto le spiagge, soprattutto quelle pubbliche, grazie al loro contributo diventano vergognosamente sporche (spesso trovi cicche anche in acqua poiché in tanti credono che siano biodegradabili…), per non parlare del vergognoso stato delle strade dove anche in presenza di cestini con annessa ceneriera risulta più chic buttare il tutto a terra.

Non ci crederete ma istituirei, a questo punto, una variabile nella tassa per i rifiuti (che quest’anno si chiama TARI!) che tra le componenti tenga conto del fatto di essere o meno fumatori…

Detto questo, la domanda ora è: può esistere secondo Voi un’educazione che funziona solo fuori casa? Cari fumatori, non potreste fare più attenzione?

Alla prossima.

 

P.S. Per chi volesse rendersi conto di che numeri stiamo parlando consiglio questo link.