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La prima Pennetta italiana, non al sugo

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Chi, in questi giorni, non ha sentito parlare dell’ormai storica finale a Flushing Meadows? … ehmmm, ok, Flavia Pennetta vi dice qualcosa? no, nulla! vediamo; palline? racchette? sgombrate la mente dal pensiero del Napoli … va beh, ve lo diciamo noi. Stiamo parlando degli US Open, il più importante evento tennistico made in USA. La brindisina Flavia Pennetta si è imposta su tutti superando in finale la sua connazionale tarantina Roberta Vinci con il punteggio di 7-6 6-2 che le è valso il primo slam in carriera.
Per arrivare in finale le nostre connazionali hanno dovuto affrontare un duro cammino di risalita durante il quale si sono trovate a confrontarsi con le migliori giocatrici mondiali.
Flavia, che nel ranking WTA occupava il 26esimo posto, si è confrontata con atlete del calibro della Kvitova, quarta WTA, e della Halep, seconda WTA.
Roberta, che era ancora più giù in classifica(al 43esimo posto), ha compiuto invece un vero miracolo superando la francese Mladenovic  e una sorprendentemente appannata Serena Williams che, per chi non è ferrato in materia, è solo la numero uno al mondo e per di più giocava “in casa”!
Finale tutta italiana, dunque. Chi non sarebbe andato lì al volo per assistere a questo evento storico? Presto e rapido come un falcone il nostro amato premier è volato in quel di NYC e da grande statista e patriota ha tuonato le encomiabili e solenni parole Ma cosa avete combinato???”, con tanto di mano a puparuolo sventolante, ed ha poi ha aggiunto “Gli Usa parlano italiano”… peccato che lui non parli tanto lo “iuessei”. Nau is de taim ov de lanch!

Giuseppe Sequino


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