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La Repubblica della salute

Scritto da - Licia Ruggiero il :


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Italian_traffic_signs_-_ospedale.svgViviamo in uno Stato che ha come capitale Roma che non a caso è anche la sede del Papa e la capitale del cattolicesimo e quando si tratta di prendere decisioni a favore della vita siamo sempre in prima linea: contro l’aborto, contro le sperimentazioni sugli embrioni, contro la vivisezione. Tutte idee apprezzabili e condivisibili specialmente da chi si professa cattolico, ma quando si tratta della salute degli italiani e di lottare per preservarla in termini di prevenzione o per salvarla con adeguate cure o interventi chirurgici, lo Stato diventa improvvisamente sordo e cieco, salvo poi riaprire gli occhi di fronte a un bell’introito.
Molti di voi sanno cos’è l’INTRAMOENIA (per chi non lo sapesse: prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa) in parole semplici: signor X scopre di avere un carcinoma si rivolge al dott. Y che gli risponde che andrebbe operato con la massima urgenza ma che non ci sono posti disponibili e quindi deve mettersi in lista di attesa (con un carcinoma mesi di attesa possono significare la morte!) a MENO CHE… non si ricorra all’INTRAMOENIA. Paghi una sommetta di qualche migliaio di euro e la prestazione viene garantita nel giro di pochi giorni… e chi non può pagare? Attende e MUORE nella maggior parte dei casi, come sta accadendo al papà di un amico che non ha i soldi e attende da 6 mesi di essere operato e nel frattempo il tumore è cresciuto e gli ha aggredito tutta la vescica. Se gli va bene, gli toglieranno la vescica. Nei casi più fortunati il malcapitato può ricorrere alla solidarietà di amici, colleghi e parenti altrimenti… attende.
Ricordiamoci di chi è stata questa bella trovata di introdurre l’INTRAMOENIA nel nostro sistema sanitario (è stata introdotta nel 1999). Purtroppo non se ne parla molto perchè fino a ieri i poveri erano ancora pochi in Italia e gli sfortunati racimolavano le somme senza protestare (chi protesterebbe contro il medico che poi lo dovrà operare?). Oggi invece, con la povertà incombente e certe malattie in crescita esponenziale, il problema diventerà più diffuso. Poi ci domandiamo perchè GINO STRADA non è stato scelto come ministro della salute e al suo posto è stata messa una signora con un non ben definito curriculum e un diploma di maturità classica ma molto “vicina” a Berlusconi, il mago di tutte le privatizzazioni??? Oggi più che mai si può affermare che i medici stanno alle case farmaceutiche come i politici stanno alle banche cioè culo e camicia, alla faccia degli italiani e della loro salute. Facciamole le proteste contro la vivisezione, liberiamo gli animali dai laboratori, va benissimo, ma ribelliamoci pure contro questo sistema sanitario scellerato e inquinato, è in gioco la salute degli italiani.