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La scarico e la cornucopia (Agro-Vesuviano)

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


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Grande Marrazzo, ma quanto ci piace la letterina di natale che hai inviato ai Comuni dell’agro e del vesuviano.

fogna cornucopiaPasquale Marrazzo, numero uno di ARCADIS, Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo accusa i Comuni lambiti dal passaggio del fiume Sarno e lancia l’anatema a sindaci e cittadini: «La colpa è anche delle città se il corso d’acqua è avvelenato». Un’azione piuttosto dura che arriva dopo la protesta di alcuni sindaci avvenuta per le condizioni del fiume. Infatti, nella lettera inviata ai primi cittadini di Angri, Calvanico, Castel San Giorgio, Fisciano, Mercato San Severino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Ottaviano, Pagani, Poggiomarino, Pompei, San Giuseppe Vesuviano, San Marzano sul Sarno, Sant’Antonio Abate, San Valentino Torio, Sarno, Scafati, Striano e Terzigno; Marrazzo invece di fare “mea culpa” di fronte all’evidenza dei fatti per le condizioni in cui versa l’intero sistema fluviale e fognario di quei comuni, infierisce sui Sindaci e i cittadini dando a loro la colpa dell’inquinamento. Inoltre, udite udite: – scrive Marrazzo – Mi auguro che la stessa attenzione all’inquinamento venga riservata alla salvaguardia della vita umana delle oltre 45mila persone che vivono in aree a rischio alluvione, molto elevato nei territori attraversati dal Sarno e dai suoi affluenti. Così come bisogna verificare la liceità delle costruzioni edificate in zone a rischio esondazione.

Egregio dott. Marrazzo, per prima cosa vogliamo ricordarLe, che per il fiume Sarno sono tanti i comitati cittadini che da anni si battono per una corretta bonifica, per cui ci sembra ingiusto colpevolizzarli insieme ai Sindaci in quanto non hanno alcun potere decisionale in ambito; in secondo luogo Le vorremmo ricordare, che più del rischio alluvione, i 45mila sventurati, sono esposti a un rischio sanitario elevatissimo, cito per esempio le vasche di Pianillo e Fornillo che investono i comuni di San Giuseppe V., Terzigno, Poggiomarino e Striano. Infine Le vorremmo ricordare lo sperpero di danaro del vostro Ente, per altro già descritto in qualche articolo precedente sul palazzo Penne (http://www.aucelluzzo.it/il-palazzo-del-diavolo-che-costa-lira-di-dio/), e per restare in tema, non ultima la delibera di ARCADIS sulla liquidazione delle competenze tecniche per il mega progetto del Sarno, di cui ne alleghiamo solo il riepilogo. pag1pag7Ci sono persino gli incentivi, ma non si specifica il merito.

Quindi mentre al castello continuano le feste e i balocchi, per i 45mila cittadini restano solo i problemi dell’inquinamento e le solite promesse dei farò, che giammai si perdono nel tempo.

Una cosa è certa e si vede, ed è quella dei balocchi, cifre da capogiro, tutte legittime ma sulle teste della comunità, 330’000 Euro di compensi spesi fino ad oggi solo per pareri e sondaggi, ma di concreto ancora nulla.

E poi basta ad infierire contro gli abusivisti, lungo gli alvei e lungo i fiumi non vi sono stati costruiti complessi edilizi ad uso speculativo, oppure villette e residence per le vacanze, ci sono le abitazioni di migliaia di persone che popolano le città, quelli ai quali non si è saputo dare degna ubicazione, lasciandoli come unica chance l’edificazione selvaggia.

Ma perchè ho intitolato quest’articolo lo scarico e la cornucopia? Semplice, perchè un esempio significativo di quanto detto sull’Ente ARCADIS sono le vasche Pianillo e Fornillo che non inquinano il Sarno, ma gran parte dei territori Comunali di San Giuseppe V., Terzigno, Poggiomarino e Striano. ARCADIS unico ente competente non fa nulla, anzi come per magia dietro un assestamento di bilancio fa sparire ben 18’500’000 di euro destinati alle bonifiche delle vasche. E allora ecco che da una parte abbiamo lo scarico che rappresenta i cittadini e dall’altra la cornucopia che rappresenta ARCADIS. Entrambi sono come due budelli dai quali fuoriescono risultati diversi che però ci fanno riflettere su come sia l’uno che l’altro sono legati fra loro. Già perchè da quell’acqua putrida, qualcuno ne trae ricchezza e al popolo tocca sempre restare a guardare e sperare.