0%

La scuola e’ un luogo sacro

Scritto da - Gennaro Sorrentino il :


Adv

Cuore_-_pic_8Ci siamo, come ogni anno sta per ripartire l’anno scolastico per la gioia dei ragazzi e sommo giubilo dei genitori che finalmente avranno una mezza giornata “libera”.
Tanto si e parlato della scuola in questi ultimi mesi per via della Riforma denominata “Buona Scuola” (ma che e’ qualcosa che si mangia?), e prima di arrivare a parlare della riforma sui giornali comparivano articoli che dicevano della scuola di tutto e di più. Ho letto che gli insegnanti hanno tre mesi di vacanza, ho letto che secondo qualche ministro (la lettera minuscola e’ voluta) i ragazzi dovrebbero tutti obbligatoriamente lavorare d’estate invece di oziare, ho letto che i docenti sono dei privilegiati e che si lamentano sempre ed in fondo di cosa si possono mai lamentare se gli viene offerto un lavoro a mille chilometri di distanza alla tenera età di 50 anni (dopo soli 20 anni di precariato nella provincia dove abitano)?
Ma a pensarci bene, la cosa più divertente di tutte e’ che a parlare della scuola erano in molti che con la scuola non ci hanno proprio nulla in comune se non gli anni trascorsi da studenti. E quindi ne parlavano a che titolo? Diciamo che queste persone (ministri e sottosegretari compresi) parlano della scuola con la stessa competenza con cui Gigi la trottola potrebbe parlare del modulo tattico con cui gioca la nazionale di rugby italiana. Gigi la trottola alla domanda: “parlaci del modulo tattico dell’Italia del Rugby” avrebbe risposto:”del Rugby conosco solo il terzo tempo”…. i politici italiani invece alla domanda:”cosa ne pensi della scuola?” hanno risposto:”la squola?” e poi hanno subito pensato bene di fare una riforma per rovinarla.
Permettetemi quindi di parlarvi della vera scuola, delle sue mille difficoltà, della sua reale importanza sociale, e di come il suo funzionamento sia costantemente minato dalle continue e scellerate riforme che si sono susseguite in questi anni.
Partiamo dalla cosa più semplice: cos’e’ la scuola ed a cosa serve?
Voi sicuramente al leggere questa domanda vi sentirete presi in giro ed invece no, perche’ molti, docenti compresi, non sanno a cosa serve la scuola. LA SCUOLA SERVE A FORMARE I CITTADINI DI DOMANI. E’ quindi questo l’obiettivo che ogni insegnante si pone, di formare un cittadino consapevole e libero, in grado di poter affrontare i problemi di tutti i giorni (siano essi problemi di tipo tecnico, sociale, morale etc. etc.). Non quindi un giudice pronto a sentenziare se si sono fatti i compiti, o se si conosce a memoria la poesia o quella regola di geometria, niente di più lontano da questa concezione di giudicatore.
I docenti quindi devono, non tanto insegnare la loro materia con tutte le regole, le leggi o le cose strane che molti ricordano con terrore (vogliamo parlare della matematica?) ma devono dare agli studenti degli STRUMENTI con i quali, diventati adulti, potranno affrontare la loro vita da cittadini. Un persona a me molto cara, da poco venuta a mancare, professore di altri tempi scriveva:”e, in fondo, questa e’ la scuola: c’e’ un giovane che va alla ricerca di conoscenze che lo arricchiscano, di modelli ai quali far riferimento, di un aiuto per le scelte alle quali e’ chiamato in virtù dell’indole e delle capacità … e questo giovane trova un adulto che lo accoglie, che gli dona il meglio delle sue conoscenze ed esperienze in un desiderato colloquio quotidiano, fatto con amore sempre, anche quando c’e’ stanchezza ed il discorso si fa più serio e talora severo perche’ sono doveri e leggi che vanno rispettati per la dignità del singolo e per l’ordine della vita comunitaria. E tra l’adulto ed il giovane c’e’ un intermediario: il libro, che, pur unito oggi a sussidi di ogni genere, resta testimonianza perenne di tutto ciò che dell’uomo e’ destinato a tramontare. Poi il giovane va – e non resta solo – a costruire la sua vita”
Quindi nella scuola si formano gli uomini e le donne del domani, i cittadini futuri della nostra Nazione, che nel docente, e nella scuola cercano esempi da seguire, modelli ai quali ispirarsi, conoscenze e strumenti da apprendere e fare propri.
Assodato questo, capite bene che, operare tagli alla scuola ed all’istruzione in genere equivale ad amputarsi una gamba. Sarebbe come se un genitore decidesse, per risparmiare, di mandare suo figlio a scuola senza libri (in compenso però gli compra il suo bell’iphone!)
I nostri Italiani partiranno sconfitti in partenza rispetto ai loro pari di altri paesi che, al contrario del nostro, hanno investito in istruzione e formazione. Quindi, cari miei politici, intanto finite il vostro percorso di studi, perche’ per comandare bisogna prima conoscere, poi dopo ricordatevi che “investire” non solo un verbo “automobilistico”!
Alla prossima puntata…..