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L’arte dei panni stesi, una tradizione tutta napoletana

Scritto da - Giacomo Mennella il :


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panni stesiSolito caffè domenicale affacciato al balcone approfittando dell’orario e del sole mattutino, con la tranquillità della casa dove dormono ancora tutti. E’ in quel momento che mi accorgo, mio malgrado, di essere nel bel mezzo di una lectio magistris sulle modalità circa come stendere i panni al balcone, con in cattedra una signora distinta sulla sessantina e come discente una ragazza sulla trentina, che di seguito chiamerò “la Vittima”, il tutto proprio di forte casa mia.

La tradizione è tutta napoletana e viene tramandata da madre in figlia, ma quella era la suocera! Lo Sconcerto. “Ma come hai steso questi panni, sono disordinati, pieni di grinze, e messi alla rinfusa” attacca la suocera, di tutta risposta la Vittima “Ma io sono sempre di corsa, bado solo alla velocità non posso soffermarmi sulla qualità con due bimbi piccoli.” La Lezione. “Innanzitutto i panni vanno prima energicamente sbattuti, poi messi in ordine dai più lunghi ai più corti rispettando tutte le piegature.

Inoltre le camice, le devi mettere sulle grucce, perché così poi saranno più facili da stirare.” La Conclusione. A questo punto la Suocera lancia l’ultimo messaggio prima di congedarsi e la risposta della Vittima è sublime. “Ma poi cosa penseranno mai i vicini che vedono questi panni stesi alla rinfusa, che sei disordinata e noi hai cura delle tue cose.” La Vittima a questo punto interviene. “Se i vicini sono pronti a giudicarmi sono affari loro, vuol dire che i veri disordinati sono loro, e lo sono dentro.

Io invece continuo decisa per la mia strada, ascoltando i consigli ma mettendoci sempre del mio nelle cose che faccio”.