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L’attualità del presepe

Scritto da - Licia Ruggiero il :


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12289518_10207163791606411_1424080824616395032_nMai come in questo periodo pre-natalizio si fa un gran parlare del presepe, una certa corrente politica vorrebbe trasformarlo in una bandiera per i nuovi crociati della “cristianità” contro gli “invasori” e contro gli atei. I mass media danno grande risonanza a presunti (o reali) episodi di intolleranza verso il presepe e le altre tradizioni religiose natalizie con la puntuale reazione dei soliti politici a furia di slogan. Magari tutti questi nuovi “crociati” ignorano pure la storia e il significato del presepe ma, di questi tempi, tutto fa brodo per raccogliere consensi. Il presepe è un argomento di attualità ma a me piacerebbe che l’attualità del presepe venisse considerata da un punto di vista completamente diverso, quello del racconto dei Vangeli.
Nella scena del presepe, le cui radici si trovano nel racconto dei Vangeli sulla nascita di Gesù di Nazareth, si vedono diversi personaggi: una coppia con un neonato, dei pastori, tre re e degli angeli; le tradizioni popolari , nel tempo, vi hanno poi aggiunto elementi tratti dagli usi e costumi locali. La famiglia è costituita da cittadini sudditi di un Impero che, per adempiere al loro dovere di cittadini, sono costretti ad andare in un’altra città per farsi registrare durante un censimento, sono poveri, il papà è un artigiano costretto a versare gravosi tributi all’Impero che ha occupato il suo paese, la mamma una giovane casalinga con una grande responsabilità che le grava sulle spalle, legata al futuro del bambino che ha appena partorito, in condizioni di precarietà e senza mezzi per accudirlo… i pastori accorrono per aiutare la famigliola, persone umili e solidali che compensano il vuoto “istituzionale”… guidati da una stella però arrivano da lontano degli uomini potenti, eruditi e lungimiranti, hanno capito che in quel bambino vi sono grosse potenzialità e hanno deciso di incontrarlo, offrendogli il loro sostegno. Nel frattempo, gli angeli, messaggeri liberi e svincolati dalla materialità e dalla terra annunciano a tutti il lieto evento… la liberazione è vicina e sarà opera di quel bambino appena nato… Questo evento sconvolgerà talmente il re del posto che commetterà atrocità pur di catturare quel bambino e ucciderlo e annientarlo. La famiglia è costretta a fuggire all’estero, diventa una famiglia di profughi. Si rifugia in un paese non troppo distante ma libero da crudeli e sanguinari dittatori fino a che la causa del loro essere profughi verrà rimossa, definitivamente, con la morte del tiranno. Ben contenta la famigliola rientra in patria e riprende la vita di sempre fino a che, quel bambino, diventato adulto, sconvolgerà il mondo con un messaggio rivoluzionario e potente per il quale si batterà così tanto insieme a un gruppo di amici che la pensano come lui, da esserne perseguitato, fino alla condanna a morte. Ma la condanna a morte non riuscirà a fermare quella rivoluzione basata sull’amore che, nonostante tutto, è arrivata fino ai giorni nostri e continua a influenzare la vita, il pensiero e la storia dell’intera umanità. Altro che strumentalizzazione politica del presepe!