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Le 5 differenze tra Napoli e Barcellona

Scritto da - Giuseppe Mennella il :


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Negli ultimi mesi mi è capitato di viaggiare spesso verso questa bella città della Spagna, anzi, della Catalogna (che sennò i barcellonesi si incazzano) oggi famosa agli italiani medi soprattutto per le sue attrazioni turistiche, ovvero i  locali notturni sulla Rambla, e per gli artisti internazionali del calibro di Lionel Messi che ne portano alto il nome nel mondo.
Ho passato a Barcellona tre bellissimi weekend, ed ogni volta che partivo mi veniva in mente questo luogo comune da turista per caso, sentito più e più volte da persone anche molto diverse tra di loro, per abitudini ed esigenze, secondo il quale “Barcellona, alla fine, è come Napoli”. Dopo tre viaggi posso seriamente dubitare che chi afferma questo, o non è mai stato a Barcellona, o non è mai stato a Napoli.

 

 

 

Ecco le 8 principali differenze che ho riscontrato tra Napoli e Barcellona.

  1. L’AEROPORTO. I due terminal di El Prat fanno parte di un complesso aeroportuale che ha vinto il premio internazionale come “Miglior aeroporto del sud Europa”. E si fa presto a capire perchè. Basti pensare che per tre volte, partendo e rientrando con lo stesso bagaglio, da Fiumicino i controlli non hanno segnalato anomalie. Da Barcellona, il Metal Detector è entrato in funzione tre volte su tre, con successiva ispezione del bagaglio e del passeggero. All’interno di El Prat ci si sposta con la navetta, l’aeroporto dista circa 20 km dal centro città ma è perfettamente collegato con linee urbane ordinarie, notturne, shuttle bus, “ferrocarrils” – l’equivalente delle nostre Ferrovie dello Stato – ed una stazione della metro in costruzione, oltre ad una flotta di taxi che si perde a vista d’occhio e ad un parcheggio altrettanto sterminato. Vi chiederete, cosa c’entra Fiumicino ? Per raggiungere Barcellona da Napoli, tre volte su tre ho dovuto raggiungere Fiumicino in auto, visto che da Capodichino non partono più nemmeno gli aerei per Torregaveta, e sullo scalo napoletano, onde evitare di finire troppo presto le bestemmie, basta dire questo.
  2. LA METROPOLITANA. E’ vero, a Barcellona non ci sono le stazioni dell’arte. Ci sono però le stazioni che funzionano. Che non si allagano quando piove, dove passano treni ogni tre minuti, con linee notturne nei weekend e copertura capillare del territorio cittadino. La mappa della metro di Barcellona lascia sbigottiti, c’è un numero di linee talmente alto che confonde la vista. Ma, porca paletta, funziona ! La gente ha piacere a prenderla, e a quanto pare ha piacere anche a fare il biglietto. E’ pur vero che senza biglietto non entri nemmeno in stazione, così da fugare ogni pericolo. I furbi ci sono anche lì, certo. Ma c’è anche un servizio di vigilanza attivo h24 e buona parte degli operatori parlano inglese, o addirittura italiano. A Napoli, la metro è una costrizione di chi non ha alternativa. Dopo le nove di sera, potendo scegliere, sarebbe meglio vivere sui set di Dario Argento. I treni, affollatissimi, passano per puro caso e con regolare ritardo. Gli operatori, oltre al napoletano, spesso conoscono anche l’italiano.
  3. STRADE PULITE. Mo ci appiccichiamo. Questo è il solito luogo comune del napoletano che va fuori e dice che per terra non trova una cicca di sigaretta ? Vi siete mai chiesti da cosa nasca questo luogo comune ? Dal fatto che in molti posti del mondo, tra cui Barcellona, le strade sono veramente pulite, tanto che ci puoi mangiare a terra. Ma non è che lo sto dicendo per modo di dire: la domenica mattina, a Plaza del Sol oppure alla Barceloneta, gruppi di bikers, skaters, o semplici comitive, si siedono e mangiano per strada, così, senza pensarci su. Certo, ci sono posti che potrebbero sembrare meno limpidi; ad esempio, il Barrio Gotico, che il sabato sera pullula di locali e di ragazzi. Alle due di notte è in condizioni relativamente pietose. Alle nove di mattina, pare che abbiano passato la Folletto. Mi chiedo ancora come facciano.
  4. VIABILITA’. Questo è un altro mistero. Inizialmente credevo che in Spagna non montassero il clacson di serie sulle auto. Perchè non ne avevo mai sentito suonare uno. E pensare che non si vede un vigile, per strada. Bastano i semafori. Per i pedoni, per le auto, per le biciclette. Si, le biciclette. A Barcellona si usano anche come mezzo di trasporto, per andare a lavorare o fare la spesa. A Napoli, sono il lusso della domenica mattina sul lungomare, ma solo da qualche anno. E tutti rispettano i semafori, anche i monopattini. Credo che Barcellona sia la città con più semafori al mondo. Sapete una cosa ?  Pare che funzionino.
  5. CLIMA. “Chist’è o paese d’o soleee…” . Barcellona, intendo. A Napoli abbiamo lasciato soltanto, come sempre, i luoghi comuni. E’ vero, per noi che non buttiamo lo sguardo oltre le Alpi, e a volte nemmeno oltre il Vesuvio, Napoli è la città ideale per il clima: basta qualche coro da stadio contro la nebbia e una presa per il culo agli amici emigrati al nord che stanno a settembre con il piumone. Vi svelo un segreto: a Novembre,  mentre qui cominciavamo a mettere i cappottini e a tirare fuori le stufe, a Barcellona si girava a mezze maniche. Non parlo di un giorno, o due, si tratta della regola. So che molti non ci crederanno… ma è proprio vero.