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Liberi cittadini?

Scritto da - Licia Ruggiero il :


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l43-manette-carabinieri-121109190338-bigIn questi giorni si discute molto sul fatto che il terrorismo abbia limitato molto le libertà individuali dei cittadini. Si ha paura di viaggiare, di recarsi al cinema o in altri luoghi affollati e si è diffidenti verso i propri vicini in autobus, in metro, in aereo. Io penso che gli unici che non soffriranno molto di queste limitazioni saranno i cittadini di alcune città italiane, prima fra tutte Napoli con la sua provincia. Di fatto questi cittadini hanno rinunciato da tempo a tante libertà per “difendersi” dalle varie forme di delinquenza e inciviltà imperanti nelle loro strade.
Il cittadino napoletano non è libero di parcheggiare l’auto dove vuole. Per parcheggiare deve pagare un pizzo minimo di un euro e se prova a parcheggiare lontano dalle aree dove sono presenti i parcheggiatori abusivi diventano oggetto di minacce e ritorsioni. Più passa il tempo e più questi abusivi diventano aggressivi e prepotenti. Personalmente ho subito due episodi eclatanti, il primo davanti alla Mostra di Oltremare, dove, dopo aver versato il pizzo di ben 2 euro esco e mi trovo l’auto aperta e lo stereo rubato, compreso l’impianto. Ho sclerato col parcheggiatore e chiamato i carabinieri, intervento provvidenziale perché nell’arrivare, i carabinieri hanno intercettato i ladri che stavano scassinando altre auto, però la refurtiva era già sparita. Il secondo episodio qualche giorno fa, parcheggiatori abusivi davanti a un noto locale, pizzo di 3 euro, parcheggiamo un po’ più lontano, ci vedono, al ritorno troviamo l’auto scassinata e 2 paia di occhiali da vista spariti dall’auto, come dire, o paghi o la paghi.
Altra forma di libertà limitata è quella di passeggiare con la borsa a tracolla o con oggetti d’oro addosso, rischi il taglio di un dito, di un lobo dell’orecchio o di cadere a terra per lo strattone. A me hanno scippato persino una catenina d’acciaio firmata. La borsa la devi portare con la tracolla di traverso e magari te la tieni pure con una mano perché, anche se non hai soldi , comunque potresti rischiare di dover rifare chiavi e documenti o rimetterci il cellulare, camminiamo quindi guardinghi e con la borsa in posizione strategica. Per un furto di 20 euro ho dovuto spendere 50 euro per rifare la patente e il bancomat. A proposito, per chi non lo sapesse ancora, la chiamata al numero “verde” per bloccare il bancomat non è gratuita, costa 15 euro, meglio andare in banca personalmente, non si paga nulla.
Il cittadino di Napoli e provincia non può guidare rispettando il codice della strada, se ti fermi al semaforo o alle strisce pedonali per far passare un pedone, ti becchi strombazzate e pure insulti, per non parlare dell’assalto dei venditori di fazzolettini e dei pulitori di vetri. Il cittadino napoletano non può comprare un auto nuova, specialmente se abita in periferia, la rubano e poi gli chiedono il cavallo di ritorno (cifra da pagare per ottenere la restituzione dell’auto) o la sfasciano per i pezzi di ricambio se non ha un grosso mercato, oppure la rivendono all’estero con altre targhe.
Il commerciante napoletano oltre a pagare le salatissime tasse deve pagare il “pizzo”, un contributo obbligatorio per sostenere chi non ha voglia di lavorare e fa la “ricotta” (forma cronica di parassitismo) sulle spalle degli altri per pagarsi vizi e stravizi, lo stesso pizzo lo debbono pagare anche le imprese edili che ristrutturano appartamenti e palazzi. Il cittadino napoletano alla posta si dovrà vedere passare avanti persone che, in cambio del pagamento di un euro al furbo di turno che ha fatto incetta di numeri , prendono numeri precedenti al suo. Il giovane napoletano deve evitare di indossare scarpe e abiti costosi e in motorino deve evitare di indossare il casco per proteggersi, in certe zone, si deve circolare senza. Il cittadino napoletano quando di notte, sotto al suo balcone, si svolgono certi traffici e chi li svolge schiamazza con altri “colleghi” , deve sopportare in silenzio e mettere i tappi alle orecchie altrimenti sarà costretto a cambiare casa.
Alla fine di questo doloroso elenco la domanda sorge legittima, siamo sicuri di essere cittadini liberi?