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L’Isola che non c’era (San Giuseppe Vesuviano)

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


Attualità

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Seconda traversa a destra, questo è il cammino e poi dritto fino al destino , poi la strada la trovi da te porta all’isola che ora c’è ; forse questo ti sembrerà strano ma la ragione ti ha un po’ preso la mano ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è.

San Giuseppe Vesuviano, si comincia nel lontano 2008 con un progetto menzionato nella gara d’appalto per la raccolta dei rifiuti del 2009, quello dell’isola ecologica, fiore all’occhiello dei Comuni Italiani ricicloni, oggi ormai da considerarsi obbligatorio per tutti i Comuni. L’isola ecologica è un sito ben organizzato dove vengono smaltiti i rifiuti solidi urbani in maniera differenziata, plastica e pvc, metalli, legno ecc. per essere poi avviati alle industrie del riciclaggio.

Apro una breve parentesi legislativa in merito :

La disciplina relativa ai centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziati è costituita in primo luogo dall’art. 183, comma 1, del d.lgs. n. 152 del 2006, che, dopo aver precisato che per “centro di raccolta” s’intende l’«area presidiata ed allestita, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, per l’attività di raccolta mediante raggruppamento differenziato dei rifiuti per frazioni omogenee conferiti dai detentori per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento», aggiunge che «la disciplina dei centri di raccolta è data con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata Stato-Regioni, città e autonomie locali, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281». Tale disciplina è stata assunta con il d.m. 8 aprile 2008 che ha subito modifiche sostanziali con il DM 13/05/2009 ( pubblicato sulla G.U. n 165 del 18/07/2009 ).

Con la Legge 26 febbraio 2010, n. 25 – MILLEPROROGHE si è disposto che i CENTRI DI RACCOLTA COMUNALI operanti in base a disposizioni provinciali o regionali, hanno avuto a disposizione ulteriori 6 mesi per l’adeguamento al DM d.m. 8 aprile 2008 , termine che è scaduto il 30 giugno 2010

– L’art. 1 del d.m. 8 aprile 2008 definisce i centri di raccolta comunali e intercomunali, come «aree presidiate ed allestite ove si svolge unicamente attività di raccolta, mediante raggruppamento per frazioni omogenee per il trasporto agli impianti di recupero, trattamento e, per le frazioni non recuperabili, di smaltimento, dei rifiuti urbani e assimilati (…) conferiti in maniera differenziata rispettivamente dalle utenze domestiche e non domestiche, nonché dagli altri soggetti tenuti in base alle vigenti normative settoriali al ritiro di specifiche tipologie di rifiuti dalle utenze domestiche».

In virtù di tale legislazione anche il Comune di San Giuseppe Ves. si è adoperato a tale adempimento, portandolo avanti tra mille difficoltà di carattere politico, amministrativo e autorizzativo, tant’è che ad oggi, esso non è ancora funzionante ma manca poco al suo completamento.

Per ora i cittadini si debbono accontentare di queste immagini in 3D progettuali.

isola-ecologica3Certo, da come sventolato  isola-ecologica2dall’Amministrazione attuale, ci si aspettava molto di più come dimensione delle opere, ma soprattutto anche in rapporto alla spesa che è costata circa 500’000 €, di cui l’ultima variante annunciata dal Sindaco di 60’000 € per il suo completamento. Ma siamo fiduciosi e in un paese abbandonato da più di un trentennio ad uno sviluppo selvaggio ed incontrollato, vogliamo credere per ora che la sua realizzazione si avveri al più presto.

Ma un’isola ecologica quale vantaggio dovrebbe avere sul territorio ? E’ chiaro che il primo vantaggio che ne deriva è quello di incrementare la sostenibilità ambientale, e se usata con grande virtuosismo, essa può addirittura portare al desiderio erotico degli ambientalisti ” RIFIUTI ZERO “. Un sogno che diventa realtà attraverso una corretta gestione dei rifiuti. Un esempio di come si raggiunge tale obbiettivo è dato dal Comune di Capannori (FI) con 10 passi verso Rifiuti Zero:

1.separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non e’ quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.

2.raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di Racc. Differenziata  in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.

3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.

4.riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva. (ISOLA ECOLOGICA)

5.riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.

6.riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.

7. tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti piu’ consapevoli.

8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.

9. centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

10. azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.

Tutto questo alla fine comporta : un ulteriore introito alle casse comunali, una opportunità di lavoro per i cittadini,  una notevole riduzione dell’odiosa tassa sui rifiuti, tanto desiderata dai cittadini, ma poco remunerativa per i consorzi che attualmente lavorano nei nostri comuni per la raccolta dei rifiuti.

Ma non bisogna spaventarsi dei “dieci comandamenti” sopra esposti, è chiaro che essi prescindonono da una buona educazione dei cittadini e soprattutto da uno stile di vita diverso da quello che conosciamo, per esempio : a quanti di voi piacerebbe l’uso di pannolini lavabili ? a quanti di voi piacerebbe riutilizzare gli involucri come al punto 5 ? Avete mai provato a calcolare quante bottiglie di plastica per il consumo di acqua, producete in un anno ?

Se già ad oggi molti cittadini di San Giuseppe Ves. attraverso la raccolta differenziata hanno potuto constatare la riduzione del volume di spazzatura prodotto in casa, allora avranno la percezione che questi livelli di virtuosità e responsabilità verso l’ambiente in cui vivono e vivranno, si possono raggiungere con pochi sacrifici.

Il cammino è lungo ma si può fare ” Yes we can ” come dice il grande Obama. Per ora ci dobbiamo accontentare di questi traguardi raggiunti dall’amministrazione raffigurati nelle immagini sottostanti dell’attuale isola ecologica di San Giuseppe  Vesuviano. Con la speranza di un corretto funzionamento e ONESTA riconoscenza 20160125_12594920160125_130126 verso i cittadini che utilizzeranno tale struttura, facciamo i nostri migliori auguri all’attuale amministrazione affinchè l’opera sia consegnata e fruibile al più presto.