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Marittimi, l’Antitrust vuole vederci chiaro ed apre l’istruttoria

Scritto da - Giacomo Mennella il :


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deulemarÈ ufficiale la notizia relativa all’apertura di un’istruttoria da parte dell’Antitrust nei confronti di Compagnia Italiana di Navigazione (CIN), Moby e Onorato Armatori, il nuovo gruppo dell’imprenditore napoletano Vincenzo Onorato che è praticamente divenuto il dominus delle tratte da e per la Sardegna per il trasporto merci e passeggeri, istruttoria dell’organo di vigilanza sulla concorrenza che accerterà possibili condotte abusive di posizione dominante. Torre del Greco conta nelle liste di collocamento dedicate ai marittimi circa 105.000 iscritti (registro Gente di Mare), con un terzo che ne risultano disoccupati, situazione che colloca la nostra città tra le prime d’Italia per manodopera offerta nel settore storico dei marittimi. “In Parlamento – ammette l’On. Luigi Gallo del M5s- siamo l’unica forza politica che si sta muovendo, in completa solitudine, per tutelare i marittimi italiani. Dopo aver chiesto di far partire l’osservatorio sul lavoro, attraverso una mozione presentata alla Camera, chiediamo ora l’approvazione di una norma che preveda incentivi fiscali ed agevolazioni riservate agli armatori che assumono soltanto marittimi italiani”. Resta ancora, anzi si acuisce, l’annosa questione della manodopera straniera sulle navi che a costo notevolmente ridotto per gli armatori offrono la loro opera, beneficiando comunque della legge 30/1998 e delle seguenti che prevedono agevolazioni statali che per il solo 2015 sono previste a 300 milioni di euro, denotando una gestione della manodopera sicuramente da approfondire. Il settore marittimi a Torre del Greco, così come in tanto altri Comuni limitrofi e nella zona della penisola Sorrentina, ha sempre rappresentato storicamente e fino ai giorni nostri, una valvola di sfogo per l’impiego fondamentale, bacino da cui attingere sopratutto professionalità di alto spessore da esportare come esempio di precisione e dedizione al lavoro, settore che quindi resta ancora centrale nelle dinamiche di crescita territoriale e che a questo punto bisogna rimettere al centro dello sviluppo locale della zona territoriale di riferimento al fine di valorizzarlo per farlo divenire nuovamente volano di crescita imprescindibile.