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Matti “ad honorem”

Scritto da - Licia Ruggiero il :


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pazziAnni fa nel quartiere in cui abito c’era l’Ospedale psichiatrico “Leonardo Bianchi”, i matti più inoffensivi circolavano liberamente per le strade del quartiere ed erano personaggi noti, davano un tocco di colore in più alle giornate degli abitanti. Ricordo quello sempre un po’ brillo che lanciava epiteti contro la moglie che, secondo lui, lo aveva ridotto in disgrazia, quello che diceva “ò pà ò pà” come una cantilena, quello che ti chiedeva “la cento lire”… stranamente non ricordo donne… poi l’ospedale psichiatrico ha chiuso e i matti certificati hanno lasciato il posto a quelli “ad honorem”. I matti del Leonardo Bianchi a confronto con quelli che vedo in giro oggi per le strade farebbero la figura dei pivellini. Un paio di giorni fa andavo a fare la spesa, davanti a me camminava un signore con due grosse buste della spesa, a un certo punto si ferma di botto, si gira indietro e mi fa “Passat’ annanz’ nun support ò rummor rè scarp’!” (passate avanti mi dà fastidio il rumore delle scarpe) , oggi un ragazzo parcheggia davanti al passo carrabile impedendo alle auto di entrare in un garage, gli faccio notare che non si parcheggia davanti a un passo carrabile e mi fa: “Signò ma che vulite? Io sto stanc’ agg’ faticat fino a mò.. pigliatavell cà machina annanz!” (Signora che volete? Sono stanco ho lavorato fino ad ora, rimproverate la macchina avanti alla mia!)… Una menzione speciale la meritano quelli che in tangenziale o in autostrada guidano col tablet appoggiato sul volante o quelli che girano in motorino con tanto di prole in tenera età e senza casco…. Anche la parrocchia ha i suoi “matti” ad honorem… nella mia c’è una signora che fa stalking a tutti i parroci che si sono succeduti in questi ultimi anni, li segue, si rinchiude nel confessionale per incontrarli a sorpresa e li insulta perché non si vede ricambiata nelle sue effusioni, arriva a metà funzione sventolando i suoi capelli, percorre la navata centrale come una miss e si siede sempre al primo banco facendo gli occhi dolci al povero prete. Penso che ormai ve ne siano un po’ ovunque. Basta farsi una passeggiata, prendere la metro o un autobus per rendersi conto di quanto labile sia il confine tra l’essere strani o diversi oppure matti. Anche il panorama politico ci offre una bella sfilza di matti… strane coppie, bugiardi compulsivi, megalomani impenitenti, eterni giovanotti. Ormai credo che il concetto di “normalità” possa essere definitivamente accantonato …. come ben diceva Luigi Pirandello, oggi più che mai, “la pazzia è una forma di normalità”.