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Un musicista Vesuviano: Leonardo De Lorenzo

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


Musica

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da http://www.corsoitalianews.it

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Tra le ceneri del Vesuvio qualcosa di estremamente vivo e dinamico, un giovane talentuoso batterista compositore.
Leonardo De Lorenzo, nasce a San Paolo Belsito in provincia di Napoli, nel 1964, inizia la sua carriera all’età di 8 anni con la batteria strimpellando solo per passione. Man mano si lascia affascinare dalla musica cominciando a studiare seriamente dall’età di 16 anni con il pianoforte fino ai 18 anni, poi ritorna sul suo strumento iniziale, la batteria.

Inizia così il suo viaggio nella musica, pieno di fervore e iniziativa, suona in diversi gruppi giovanili locali, ma la sua passione verso la musica, spesso ostacolata dalla ricerca di un lavoro stabile, resta sempre accesa nel cuore. Fin quando all’età di 38 anni decide di far diventare quella sua passione un vero e proprio lavoro. Ed è li che inizia i suoi studi al Conservatorio di musica di Benevento in un corso sperimentale di arrangiamento e composizione per orchestrali Jazz. Si apre così davanti a lui un nuovo mondo da scoprire, già perchè un conto è saper leggere la musica sugli spartiti , un altro è quello di capirne alcuni segreti sulle tecniche di composizione, del resto si sa che la musica è un arte che non ha fine, le poche note si combinano all’infinito e credetemi, per chi ha passione verso quest’arte, perdersi nei suoi meandri è una soddisfazione senza fine.

Stasera Leonardo è qui con me, ed ho pensato attraverso l’aucelluzzo di presentarlo anche a voi, quindi quest’articolo avrà più una vena di intervista che di articolo vero e proprio, nel frattempo che leggete potete ascoltare qualche chicca musicale tratta da un meraviglioso lavoro di cui lui stesso vi parlerà.

E allora caro Leonardo, cominciamo questo viaggio proprio da questo progetto, a te la parola :

Leonardo: Questo brano intitolato “I racconti del vesuvio” è una delle sei storie che compongono il progetto di un Audiolibro intitolato “Le favole dell’isola dei girasoli”. Tale audiolibro è il prodotto di un progetto didattico-sociale, attivato e condotto dall’Associazione  “L’Isola dei Girasoli” di cui sono presidente. Associazione di promozione sociale e culturale che lavora su progetti che hanno come base di partenza la musica.

Il progetto che attualmente stiamo seguendo, si intitola “Musica in corsia” e si prefige di portare piccoli concertini o laboratori musicali nelle pediatrie Italiane, donando alla fine degli eventi una copia dell’audiolibro ad ogni bambino partecipante.

La particolarità dell’audiolibro è nelle storie, interamente scritte dai bambini delle scuole primarie di San Giuseppe Vesuviano. Io come musicista interpreto i racconti dei ragazzi, scrivendo ed arrangiando la musica per ogni storia.

Ferdinando: bellissima iniziativa, si sente un grande spirito compositivo finalmente fuori dagli standard quotidiani, ora raccontaci come sei arrivato fin qui.

Leonardo: con molta sincerità, sono nato come rockettaro, poi dalla maturità dei 18 anni ho conosciuto il jazz e ho continuato sempre più ad approfondirlo, prendendomi le mie soddisfazioni già da allora. Dopo il Conservatorio di Benevento, con il bagaglio musicale la mia competenza è aumentata in modo considerevole ed è grazie a questo che oggi sento di non avere alcuna limitazione per dare sfogo a tutta la mia creatività.

Ferdinando: qualche altro progetto?

Leonardo: un altro progetto del quale vado fiero è “Uocchie ‘e criaturo” un mio progetto, realizzato con altri musicisti e cantato da Rossella Costa con un testo da lei scritto. Uocchie ‘e criaturo è una storia di una persona “un prigioniero” che cerca nei desideri un’altra vita, diversa da quella che vive. Un po la storia in cui tutti almeno una volta ci siamo immedesimati.

Questo brano fa parte di una raccolta di pezzi di artisti vari prodotta da Night’n’day per Amnesty International intitolata “Io pretendo dignità”.

Ferdinando: bel progetto anche questo, abbastanza ambizioso ma la domanda forse più retorica che si fa ad un musicista è sempre questa: la musica per te cosa rappresenta nella vita?

Leonardo: mi capita spesso di sentirmi dire che sono fortunato a fare il lavoro che mi piace. In realtà non sono fortunato, ho semplicemente scelto di fare una vita legata alla mia passione con tutti gli oneri e sacrifici che tale scelta comporta: rinunce, anni di studio e una precarietà lavorativa che non ti abbandona mai. Bisogna abbandonare l’icona del “musicista boemienne”, personaggio romantico che si accontenta di vivere di “pane e formaggio”  pur di avere una vita libera. Il musicista oggi è prima che artista un professionista competente e multimediale. Essere musicisti oggi vuol dire occuparsi di didattica, composizione, organizzazione eventi, produzione musicale sia in termini di concerti che come registrazioni discografiche. Insomma, un libero professionista che quotidianamente deve affrontare il problema di come procacciarsi il lavoro. Nonostante questo, vivo felice, perchè la musica è come l’aria che respiro, tu potresti vivere senza respirare ?

Ferdinando: no di certo, non si vive senza respirare e l’augurio che ti faccio è quello di continuare a respirare quest’aria stupenda fatta di emozioni, desideri e sopratutto sogni, essenziali e indispensabili per un artista, il resto… il resto viene da se.