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A Napoli Vogliamo piantare un albero per ogni neonato.

Scritto da - Antonio Ciccotti il :


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alberoneonato

da terremarsicane.it

A Napoli vogliamo piantare un albero per ogni neonato.
Grazie ai neonati si potrebbero avere dei comuni più verdi.

La legge nazionale 29 gennaio 1992, n. 113, detta anche Legge Rutelli perché voluta, appunto, dall’On. Francesco Rutelli, prevede l’obbligo per il Comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica.
Sono passati quasi 24 anni, ne avevo appena diciotto e ricordo ancora con vivo entusiasmo quando seppi la notizia di questa legge che mi sembrò e mi sembra ancor oggi un’ottima idea.
Ma come accade spesso in questo nostro belpaese dalla forma di una scarpa, la legge fu fatta ma credo poi poco o per nulla applicata. Credo che a Napoli sia andata assolutamente nel dimenticatoio e probabilmente anche i sindaci di questi ultimi 24 anni ne avranno perso memoria.

L’articolo uno della legge recita così:
In attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale, i comuni provvedono, entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente, a porre a dimora un albero nel territorio comunale. L’ufficio anagrafico comunale registra sul certificato di nascita, entro quindici mesi dall’iscrizione anagrafica, il luogo esatto dove tale albero è stato piantato.

Eppure la legge sembrava chiara: i comuni avrebbero dovuto agire in sinergia con le Regioni e il Corpo forestale dello Stato. I primi dovevano scegliere le tipologie arboree più consone al tipo di territorio nel quale sarebbero state piantate. Ai secondi spettava garantire un piano di coltura ed arredo ambientale in armonia con le necessità urbane e la tutela dei boschi. Inoltre, uno dei punti deboli della legge 113, è che essa non prevede in alcun caso un qualsiasi tipo di sanzione o d’obbligo d’imposta per i comuni inosservanti ne’, tanto meno, offre incentivi a chi la rispetta. Il che fa di questo regolamento più una enunciazione di intenti a carattere ecologista, che una normativa inderogabile.
Napoli è una città che nel corso degli anni è stata devastata, stuprata dal cemento. Oggi basta girare ad esempio nel quartiere di Poggioreale, quarta municipalità del comune di Napoli, per rendersi conto che ancora una volta sono state date nuove concessioni edilizie e sono sorti nuovi complessi immobiliari, nonostante il mercato immobiliare non lo richiedesse e visto per altro che siamo in piena crisi economica. La costruzione di nuova edilizia privata, che ad oggi sembra ancora invenduta, non ha portato ricchezza, non ha dato armonia ad un paesaggio metropolitano ma vede solo e sempre più ridurne gli spazi verdi.
Lo sviluppo e il benessere di una città passa ormai attraverso la cura e il rispetto del suo ambiente o almeno di quel che ne rimane e sarebbe ancora possibile salvaguardarlo se solo ci fossero lungimiranza, progettualità e non solo biechi interessi economici e speculativi.

Criteri di erogazione del contributo.
La somma messa a disposizione annualmente dalla Regione Campania relativamente alla L.R. n. 14/92 è ripartita tra tutti Comuni del territorio regionale. L´entità del contributo unitario (per bambino nato o minore adottato) varia ogni anno in funzione della disponibilità del bilancio regionale e del numero totale dei bambini nati su tutto il territorio regionale.
Sarebbe quindi auspicabile chiedere all’attuale sindaco di Napoli De Magistris di far risuscitare o prendere ad esempio la legge nazionale 29 gennaio 1992, n. 113,detta anche Legge Rutelli e magari fare un regalo ad ogni bambino napoletano, regalargli un albero, simbolo di vita e di speranza.

Ecco il Testo completo della legge.
LEGGE 29 gennaio 1992, n. 113 – Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica. (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale italiana n. 40 del 18 febbraio 1992)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA
la seguente legge:

Art. 1
1. In attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale, i comuni provvedono, entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente, a porre a dimora un albero nel territorio comunale.
2. L’ufficio anagrafico comunale registra sul certificato di nascita, entro quindici mesi dall’iscrizione anagrafica, il luogo esatto dove tale albero è stato piantato.
3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro dell’interno emana disposizioni per l’attuazione della norma di cui al comma 2.
Art. 2
1. Le regioni a statuto ordinario, nell’ambito delle proprie competenze, avvalendosi anche del Corpo forestale dello Stato, disciplinano la tipologia delle essenze da destinare alla finalità di cui alla presente legge, ne mettono a disposizione il quantitativo di esemplari necessario e ne assicurano il trasporto e la fornitura ai comuni. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono attraverso i propri uffici competenti.
Art. 3
1. I comuni che non dispongano di aree idonee per la messa a dimora delle piante possono fare ricorso, nel quadro della pianificazione urbanistica, all’utilizzazione, mediante concessione, di aree appartenenti al demanio dello Stato, a tal fine eventualmente utilizzando i fondi assegnati annualmente a ciascuna regione ai sensi dell’articolo 4. Tali aree non possono comunque essere successivamente destinate a funzione diversa da quella di verde pubblico.
Art. 4
1. Per l’attuazione degli interventi di cui alla presente legge è autorizzata a decorrere dal 1992 la spesa annua di 5 miliardi di lire. Le modalità di ripartizione della predetta somma tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono determinate dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) su proposta del Ministro dell’agricoltura e delle foreste, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano di cui all’articolo 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400.

2. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, pari a lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1992-1994, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1992, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento “Interventi programmatici in agricoltura e nel settore della forestazione”.
3. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addì 29 gennaio 1992
COSSIGA
ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei Ministri
Visto, il Guardasigilli: MARTELLI