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10 anni fa veniva ucciso Federico Aldrovandi

Scritto da - Antonio Di Rosa il :


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da www.statigenerali.com

Foto da www.statigenerali.com

Mettiamola così: sei una donna.
Serena, nessun problema.
Mettiamo che è sera e tu sei in casa.
Il tuo pensiero va a tuo figlio non ancora rientrato.
Mettiamo che non riesci a prendere sonno ma le forze vengono meno.
Mettiamo che t’addormenti.
Ti svegli e non trovi tuo figlio.
Alle 11 del mattino una telefonata ti annuncia che tuo figlio è morto.
Tuo figlio.
Eh, si, è un adolescente con un po’ di problemi.
Ma è sempre tuo figlio, cazzo.
Ed ha solo 18 anni.
Ed è morto quasi 5 ore prima che t’avvertissero.
Mettiamo che corri in ospedale e vedi che tuo figlio ha sul corpo tante lesioni.
Lividi, tagli.
Segni su tutto il corpo.
Sangue.
Cazzo, se c’è sangue.
Ti raccontano che il ragazzo era fatto: alcool e droga.
Ti raccontano che ci sono voluti prima 2 e poi 4 poliziotti per tenerlo fermo.
Ti annunciano che il ragazzo all’improvviso si è sentito male: arresto cardio-respiratorio e trauma cranico-facciale.
Mettiamo che ti pare strano.
Come cazzo se li è procurati quei segni?
Mettiamo che non t’arrendi: sei la mamma e vuoi sapere come cazzo è morto tuo figlio.
Già ti pare assurdo che sia morto, addirittura con tutti quei segni.
Allora apri un blog.
Nel frattempo anche ad un giudice pare strana come morte.
Mettiamo che hai ragione.
Anzi, avete ragione: tu, il giudice ed anche quegli altri due giudici che
condannano i poliziotti a 3 anni e 6 mesi per omicidio colposo.
Mettiamo che ti sembrano pochi.
E poi c’è l’indulto.
I poliziotti sconteranno solo 6 mesi per l’omicidio di tuo figlio.
Dopo potranno anche tornare a fare i poliziotti.
L’unica donna della banda ha anche scontato la pena ai domiciliari.
La senti la rabbia salire?
Bene.
Adesso immagina che i 4 assassini di tuo figlio vengano osannati con quasi 5 minuti di applausi all’assemblea del sindacato di Polizia.
Che cazzo: gli assassini non vengono applauditi neanche in guerra.
Che guerra ha combattuto un ragazzino di 18 anni, disarmato e fatto?
Lascia stare le domande e torna ai ricordi.
Torna ad immaginare te che corri in ospedale, devastata.
Arrivi e vedi che a tuo figlio, a livello di devastazione, è andata molto peggio di te.
Morto e distrutto.
Rivedi i funerali e la gente.
Rivedi i magistrati che ti riempiono di domande ed i giornali scrivere che era un tossico.
Rivedi le aule di tribunale e i flash delle telecamere.
Rivedi angoscia e non vedi giustizia.
Rivedi te su internet alla ricerca di notizie e la foto di tuo figlio morto su wikipedia.
Rivedi persone di sinistra far diventare tuo figlio un martire e persone di destra far diventare tuo figlio un criminale.
Rivedi te, da sola in cucina, in penombra, fregartene dei colori e delle ideologie: a te è morto un figlio.
E non un colpo e via.
Devastato.
Ed i suoi assassini si sono fatti 6 mesi di carcere e poi torneranno a difendere la città in cui vivi.
Mettiamo che sei sempre in cucina, in penombra, a pensare che non sono tutti uguali: ci sono poliziotti che rischiano la vita per 1200 euro al mese.
Tu lo faresti?
Mettiamo che poi pensi: “però, che cazzo: proprio a mio figlio, invece che poliziotti, dovevano capitare assassini?”
Perché tu sei una mamma.
Solo questo.
Niente ideologie per una mamma.
Solo i figli.
Ok, basta.
Adesso torna nel tuo mondo.
È capitato alla Sig.ra Aldrovandi.
Non a te.
Oggi.