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Noi che scendevamo da S. Maria La Scala (San Giuseppe Vesuviano)

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


Attualità

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Santa Maria La Scala, una ridente località periferica del Comune di S. Giuseppe, alle pendici del Vesuvio, lambisce i confini con Terzigno e Ottaviano e si estende verso la pianura fino alla frazione Casilli. La parte più antica e più densamente popolata si sviluppa lungo un’antica strada che prende il nome della frazione S. Maria La Scala. Una strada in discreta pendenza, da pochi anni ri-pavimentata con cubetti, illuminazione e marciapiedi in pietrarsa, da cui numerosi vicoletti e stradine adducono a vari agglomerati e aree interne con cortili, stradine, luoghi storici e affascinanti, talvolta con nomi lussuriosi (per es. via Chiavarielli). Tale strada  nonostante il restyling che ne fa luogo affascinante, dal mese di luglio 2015 ad oggi è una strada interrotta al traffico veicolare. La strada fu già chiusa due anni fa poiché una condotta dell’acquedotto della GORI provocò un dissesto ad un edificio, dissesto che porto allo sgombero dello stesso. Si pensava fosse stato risolto il problema della condotta, ma in realtà fu solo riparata in quel punto. Tant’è che un dì dell’anno scorso, altri edifici più a valle hanno cominciato a mostrare strani segni: cancelli che non si aprono più, porte incastrate e lesioni alle pareti, e all’improvviso sul margine della strada compare un forte getto d’acqua verso l’alto.

E’ il segnale, ci risiamo, un’altra falla; cominciano i lavori di riparazione della condotta, ma soprattutto d’ispezione in più punti della strada, atti a scongiurare la formazione di cavità che possono generare crolli improvvisi, qualche edificio che mostra i segni di cedimento viene puntellato per sicurezza e i lavori si protraggono fino a qualche mese fa.

E’ ormai noto che su gran parte delle strade principali dei comuni Vesuviani, le condotte d’acqua principali sono ridotte ad una specie di piffero magico che suona musica di cattivo genere. Infatti se le condotte si aprono in prossimità di impianti fognari si rischia una contaminazione, si rischia il crollo di edifici, per non parlare poi dello spreco, prima del tempestivo intervento specie in stagioni poco piovose come questa. 20160216_102311Ad ogni buon conto, è poco piacevole tener chiusa una strada per tanto tempo, sulla quale vive un intera frazione del paese, e di fatto lo chiedono a gran voce anche gli abitanti del posto, costretti ad un giro di diversi km per raggiungere i luoghi limitrofi. Di fatto il “buco” della condotta è stato otturato e speriamo che “il piffero tenga per gli anni a venire” i sondaggi per verificare eventuali cavità sono stati completati e qualche puntello è stato messo per sorreggere le strutture pericolanti.

Ora, non resta che completare la messa in sicurezza, risarcire i danni ancora visibili sui luoghi e far sì che si che gli abitanti possano ridiscendere  via Santa Maria La Scala, nella speranza che non si debba assistere al solito balletto delle competenze e responsabilità tra la GORI e l’Amministrazione Comunale.