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Ogni Maledetta Pasquetta

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Attualità

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Via Montagnelle – Torre del Greco
Foto di Nicola Liguoro

La Pasqua s’avvicina e con essa la primavera, non solo quella astronomica ma anche quella sociale, quella della gente allegra che incomincia ad uscire di casa, manco vivesse in Olanda e andasse alla ricerca del sole e del bel tempo come le lucertole. Ci si riappropria comunque dell’ambiente circostante, i bar si riempiono e così si intensificano le gite fuori porta.

Questo è un bene ma, spesso e volentieri, queste uscite, queste gite, soprattutto in concomitanza con alcune feste comandate, lasciano strascichi per niente piacevoli e per niente estemporanei.

Alcune zone del Vesuviano, in particolar modo le nostre splendide pinete, sono oggetto di queste attenzioni goderecce col risultato, che, al loro passaggio, lo scenario non ha nulla da invidiare a quello lasciato nottetempo da chi scarica i suoi rifiuti speciali ed ingombranti.

Ormai il pattume è divenuto tradizione come il pic-nic e spesso questo si stratifica con gli anni anche perché nessuno si prende la briga di andare a ripulire. Certo è che fare la scampagnata in un contesto, di per sé già sporco, lascia perplessi, ma lo si rimane soprattutto per il fatto che si continui ad andare in quei luoghi, a meno che non si cerchi di occupare quelle poche macchie di verde ancora integre ma si rimane stupiti anche per il fatto che le amministrazioni e l’ente parco non intervengano a riguardo.

Ufficialmente il compito della pulizia spetta al comune interessato, il sindaco rimane il massimo garante della salute pubblica ma dando un semplice sguardo, anche da lontano, ci si rende conto di quanto interesse esista intorno all’argomento. Ricordiamo quindi agli amministratori che esiste una teoria dei vetri rotti che dovrebbe essere dogmatica per chi si occupa della cosa pubblica e che del resto dovrebbe dare almeno il buon esempio quando non si è capaci di gestire la ben nota situazione.

In passato c’è pure stato chi ha provato a dare il buon esempio, ci sono state tante giornate ecologiche, c’è stato anni fa “Let’s do it Vesuvius”, il solito “Puliamo il mondo” di Legambiente ma non ci sembra che il panorama sia cambiato e che ci sia stata la benché minima inversione di tendenza. Non si sa con quanta convinzione e fin dove sia prevalsa la ricerca di uno spot da parte di chi ha organizzato ed organizza ancora certe farse ma, smuovere orde inconsapevoli ed acritiche di scolaresche o farsi i selfie con i giovani rampanti dei vari forum locali, non fa altro che alzare polveroni che prima o poi caleranno di nuovo sulle nostre pinete e mostreranno quanto sia ipocrita il gesto.

Usare il volontariato è uno strumento complementare ma non fondamentale e soprattutto non l’unico mezzo a disposizione da parte di chi dovrebbe in verità occuparsene per competenza e diritto, e magari, attuare, oltre che una pulizia radicale, anche azioni in deterrenza a questi veri e propri reati; e questo soprattutto nel momento in cui il malcostume è reiterato e i luoghi del misfatto a tutti ormai noti.

Cosa faranno i nostri eroi? Cosa si inventeranno quest’anno? Smuoveranno le solite truppe cammellate o faranno finta di dimenticarsene? A fine maggio l’ardua sentenza.

Ciro Teodonno