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L’Oro ad Oplonti (Torre Annunziata)

Scritto da - Gaetano Magro il :


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Sono noti in tutto il mondo. Riempiono i musei facendo guadagnare milioni di quattrini a chi li “affitta” per un periodo di tempo. Quando arrivano finalmente dalle nostre parti  sono fermi nei depositi della soprintendenza. Stiamo parlando ovviamente dei tanti reperti ritrovati negli scavi archeologici di Oplonti. In questi giorni si è tenuto un convegno nella Biblioteca comunale  di Torre Annunziata dal titolo Oplonti i reperti “invisibili” organizzata dall’ Archeoclub oplontino “Mario Prosperi” ( ho avuto la fortuna di essere suo alunno), a cui rivolgo un affettuoso e nostalgico pensiero. Stiamo aspettando che si crei il Museo, annunciato dall’Assessore Antonio Irlando e dal Sindaco Giosuè Starita, per poter apprezzare la bellezza e la raffinatezza dei reperti ritrovati finalmente da vicino. Nel frattempo proviamo ad immaginare quello che, molto probabilmente, verrà esposto nel museo. Di seguito alcune delle meraviglie che sono in attesa di essere valorizzate da un amministrazione che fino ad oggi è stata, a mio parere,  miope nel non riuscire (o volere) collocare in maniera proficua nella città, magari in un museo o, perché no, stesso all’interno degli scavi, questi reperti e che solo ora si accorge dell’enorme spreco.

PS: Sia chiaro meglio tardi che MAI!!!

Vediamole insieme.

Le Sculture

Il patrimonio scultorio di Oplonti è il secondo al mondo per importanza dopo quello di Ercolano con 40 statue in marmo bianco (quindi pregiate). Tra queste ne vediamo alcune tra le più importanti

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I Centauri e le Centauresse:

furono rinvenuti sotto il “porticus triplex” nord – ovest, allineati, probabilmente, per essere trasferiti altrove. Essi appaiono scalpitanti ed irrequieti. Tre di essi sono armati di clava, mentre una centauressa regge nella mano destra un plettro e nella sinistra una lira. Quest’ultima, con un anziano centauro recante nella sinistra un cratere a calice traboccante di vino, si contrappone all’altra coppia comunicando, in modo istintivo, malgrado l’espressione corrucciata, una momentanea mitezza di atteggiamenti. I due centauri sono coperti da pelli di pantera; le centauresse si coprono le spalle con pelli di cerbiatto.Il secondo centauro regge nella mano destra un cinghiale vinto; la seconda centauressa reca nella sua destra un cerbiatto abbattuto. Poggiano tutti su cespi di acanto. La clava indica il movimento, la forza mentre la lira la cultura, quasi in contrapposizione.

 

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Il bambino che strozza l’oca: anch’esso elemento di una fontana. Non si sa la collocazione precisa ma e stato rinvenuto accanto ai centauri e le centauresse.

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Le Erme:

Le erme sono caratteristiche raffigurazioni di teste umane poste su pilastrini in marmo, generalmente colorato, che presentano lateralmente blocchetti per appendervi ghirlande.Nella parte nord del giardino della Villa di Poppea sono state rinvenute numerose erme, disposte lungo file parallele alle siepi e ai vialetti.

Immagine6La statuetta di Venere.

La piccola scultura mostra la dea nuda che, accingendosi al bagno compie il gesto molto umano di slacciarsi un sandalo, e per farlo si appoggia con il braccio sinistro ad una statuetta femminile e con il piede ad un piccolo Eros. Nella mano sinistra tiene una mela, ricordo della sua vittoria nella gara di bellezza in cui prevalse su Minerva e Giunone per giudizio di Paride.

Una delle peculiarità dell’opera è quella di conservare tracce del colore che in antico caratterizzava molte sculture rendendole molto diverse da come le vediamo oggi.  Si conservano, in particolare, tracce di colore giallo sui capelli della dea e del piccolo Eros e di colore rosso sui sandali di lei e sul mantello di lui. Due fori sui lobi delle orecchie di Venere indicano inoltre la presenza di orecchini, probabilmente in oro, purtroppo a noi non pervenuti. La statua di Oplontis è una delle numerose repliche che, sia pure con alcune varianti, furono tratte da uno stesso originale di probabile derivazione greco-orientale del III-II secolo a.C. Un altro esempio è la celebre “Venere in bikini” rinvenuta a Pompei, così definita perché raffigura la dea nella stessa posa, ma con il seno e i fianchi coperti da fasce dipinte in oro ( molto spesso la si confonde).

 

Immagine7Cratere Fontana di Oplonti :

il Cratere neoattico, sempre in marmo, risalente probabilmente all’età augustea. Sul lato del cratere, conservatosi quasi perfettamente, è raffigurata una danza di guerriera. Una particolarità di questo referto è che già prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che devastò la città di Pompei, fu oggetto di un restauro perché ritenuto antico e di particolare pregio.

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IL SATIRO E l’ERMAFRODITO:

Ritrovato sul bordo della natazio. Di particolare resa artistica questa scultura ritrae il  fermo immagine di un ermafrodito che si difende violentemente  da un satiro portandogli la mano al volto durante un tentativo di stupro.

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L’Efebo Conclamite : si suppone sia la copia de’ il Dorifero di Policleto con la variante del mantello.

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Capitelli corinzeggianti di Oplonti, Elementi Fittili dei tetti che rappresentano teste di gorgone, le colonnine ed i pilastri decorativi di vario tipo.

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Meridiana : Rinvenuta nella Villa A.

Gli Instrumentum domesticum

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Le Lucerne: Unico mezzo per illuminare le abitazioni di notte. Quelle che sono state trovate nella villa A sono (ovviamente ) di pregevole fattura e molto decorate. Quelle della villa B molto più semplici e pratiche.

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Le Siggillate: Ceramica da mensa molto fine, (per gli ospiti importanti ), fabbricati a stampo. Sono state ritrovate tre tipologie di Sigillata. Quella Italica( o Aretina ), quella orientale ( qualità meno raffinata) e la sigillata Sud Gallica (o marsigliese) la più pregiata di tutte con delle decorazioni a rilievo.

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Bruciaprofumi: con più o meno  lo stesso funzionamento di quello odierno. Di argilla ma di pregevole fattura e valore.

Pesi in marmo, Anfore commerciali  e Sigillo di Lucius Cratius tetrius: Ritrovati nella villa B. Ci indicano la destinazione commerciale di quei luoghi

 

Gli Ori

 

 

Gli ori : Si tratta di una tipologia abbastanza ampia di gioelli, che non si discosta dalle produzioni attestate ad Ercolano e Pompei, comprendente tipi di gioielli di grande diffusione nel mondo romano nella prima età imperiale.

 

 

 

La Cassaforte : con decorazione a sbalzo che si svolge lungo tutti i pannelli, rappresentazione a rilievo di animali e teste umane che vanno a creare delle vere e proprie sculture che fuoriescono dalla cassaforte.

La speranza è quindi che tutti questi reperti trovino collocazione nel Comune di Torre Annunziata. Triste è il fatto che  un Torrese non possa godere di cotanta bellezza.Ancora più triste e che non possa usufruirne , come in ogni altra parte del mondo, per fini commerciali.

Chissà se un giorno “Gli Ori Di Oplonti ” porteranno davvero “l’ORO ad Oplonti”!!!!