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E panzarott

Scritto da - Redazione il :


Cucina

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Oggi li chiamiamo “crocche'”, ma, a me, piace chiamarli “e panzarott”.
Anche il nome di un cibo può farti ritornare indietro nel tempo e riscoprire ed apprezzare le tradizioni del tuo paese.
Mia madre, quando prepara “e panzarott” ai nipoti canticchia “panzarott, furmaggio e pepe!!!!”…..
Sottolineo “quando prepara ai nipoti”, perché non era sua abitudine prepararli ai figli in quanto sosteneva “ca se schiattavan” e rimediava con la comoda “pizza e’ patan” (gateau).
Potete immaginare, quindi, che io dovevo diventare l’esperta.
Per i miei figli ci sono riuscita.
Innanzitutto bisogna bollire un chilo di patate (a casa mia due perché “e panzarott” devono assuperchiare pure per il giorno dopo).
Le patate bollite vanno schiacciate e poi aggiungiamo parmigiano e pecorino, un uovo, sale, pepe e prezzemolo.
Formiamo “e panzarott” e al centro, prima di richiuderli, pezzetti di provola o mozzarella o fior di latte.
Bagniamo nell’uovo e nel pangrattato.
Friggere in abbondante olio bollente.
Ed una delle pietanze più buone del mondo è pronta!!!
W la cucina napoletana!
Carla Formisano