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Perchè l’Italia non avrà mai supereroi

Scritto da - Piero Disogra il :


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supereroiInizio subito questo articolo specificando che Maradona non era un supereroe ma una semplice divinità, quindi la sua discesa sulla Terra non altera la validità di questo assunto. Un supereroe è un signore (o una signora) che passa le sue giornate a salvare la popolazione, e già questo sarebbe un gesto di per se apprezzabile, considerando che l’italiano medio non sempre è altruista. Il supereroe è un lavoro non remunerato che si deve svolgere 24 ore su 24, questo comprende non mangiare, non dormire, non guardare le partite, non fare sesso e sopratutto non poter essere ospite di Barbara d’Urso.

Una volta l’Uomo Ragno ha provato a fare sesso ma la ragazza lo ha subito redarguito : “Spidermè, io e’ feline e’ vulev luà, nun è vulev mett!!!

Mediamente il supereroe ha dei superpoteri, Superman sapeva volare e guardare attraverso gli oggetti ma proveniva da un altro pianeta, giunge a noi in un ovetto Kinder di metallo e viene adottato da una coppia eterosessuale. Se fosse precipitato in Italia, Salvini lo avrebbe rispedito al mittente.

Spiderman, a causa del morso ricevuto da un ragno geneticamente modificato e dopo due notti di febbre alta e vuommichi, si trasforma in un supereroe. Se succedeva a Napoli lo portavano al reparto malattie infettive del Cotugno e lo lasciavano 2 giorni sulla barella, poi gli facevano mettere la firma e lo rimandavano a casa, dopo un giorno moriva per le infezioni prese in ospedale.

Batman aveva solo un superpotere: e’sord. Al primo tentativo di salvare il mondo lo fermavano i Carabinieri e gli controllavano l’assicurazione della batmobile, l’INPS lo multava perchè teneva Robin e il maggiordomo con l’alzheimer a lavorare a nero, e la Guardia di Finanza gli perquisiva la grotta, gli sequestravano i soldi, doveva dimostrare come si poteva permettere tutto quel lusso senza lavorare. Poi gli facevano fare il concordato e quello, dopo aver fatto saltare in aria la sede di Equitalia, si trasferiva a Tenerife.

Flash Gordon aveva il potere di muoversi alla velocità della luce, voi ve lo immaginate sulla tangenziale di Napoli, alla barriera di Fuorigrotta per non farsi multare dai Tutor? A che servono i poteri se non puoi usarli? Ororo Munroe, detta “Tempesta” per la sua capacità di influenzare le condizioni del tempo, non la schiferebbero tutti a Napoli? Che fa? Minaccia i cattivi di bloccare i traghetti per Ischia?

No, mi dispiace, non mi viene in mente nessun supereroe adatto alla nostra nazione, anche perché non ho mai capito la necessità di indossare quegli abiti strani, e sopratutto, dove se li procurano. La peggiore era Wonder Woman, ostinata a salvare il mondo i bikini, in Italia sarebbe stata multata per abbigliamento indecoroso, trovata geniale di molti comuni per multare le prostitute.
Le domande sono tante, quando ero bambino il mio supereroe preferito era Goldrake, ma in sua compagnia c’era anche Mazinga Z, Jeeg Robot d’Acciaio, ed avevano tutti in comune la stessa cosa: prima abbuscavano tutto il tempo, ed alla fine, ma solo alla fine, cacciavano l’arma segreta.

Ma dico io, tu tieni la lama rotante sotto al sediolino e non la cacci subito? Cioè veramente fai? Arriva un mostro extraterrestre gigante, vuole distruggere il mondo e tu lo vuoi prendere a schiaffi per trenta minuti? Uagliò, e’primm, caccia l’alabarda spaziale e rall ‘nfacc!!!

No, l’Italia non è un paese di supereroi, è solo un paese di eroi che non vestono abiti strani, anzi spesso hanno gli stessi abiti con dignità per lunghi periodi. E pure le scarpe.

Sono quegli eroi che incontriamo tutti i giorni per strada, che sorridono anche se gli sta cadendo il mondo addosso, è il diversamente abile che arriva in carrozzella a fermarsi perchè il comune ha piantato un palo della luce sul marciapiedi, è il genitore che non riesce a comprare i libri nuovi per i figli, ma partecipa alla colletta per “fare il regalo alla maestra” non far sfigurare il figlio, è la mamma che si veste da Wonder Woman sulla Domitiana perchè è stata cacciata di casa dal padre ed abbandonata dal marito con un bambino da sfamare, è l’artista che dedica la sua vita insegnando l’arte ai ragazzi dei quartieri difficili per tenerli lontani da altre strade ancora più difficili, sono i ragazzi e le ragazze che la domenica, sotto la pioggia, aprono un gazebo per informarci tutti che sarebbe possibile vivere in Italia, senza dover essere per forza eroi, ma noi passiamo avanti senza ascoltarli, perchè dobbiamo andare allo stadio a vedere quelli che consideriamo eroi, ma che in realtà sono fortunatamente per loro, solo dei ragazzi fortunati.