0%

PERIFERIE DELL’ANIMA – (Torre Annunziata)

Scritto da - Biagio Fioretti il :


Adv

12227825_1697029760530305_5060440172503553946_nSapersi periferia. Rifletto.
Prima che condizione dell’anima le periferie sono probabilmente, necessità antropologiche.
Che sarebbero i centri storici e i quartieri residenziali e gli angiporti senza l’esistenza di un limite ambiguo, di quella zona grigia che chiamiamo periferia? Che sia suburbio, hinterland, sobborgo o quartiere dormitorio è solo questione di lessico e di lana caprina. Senza il loro malessere di cuore e di odori, il resto della città non avrebbe di che paragonarsi, di come distinguersi dal non farsi nello stesso degrado.
Perché mai le nostre periferie, tutte e di tutte le città italiane, sono sinonimo di abbandono fisico, morale, di vita e di strutture?
Torre dell’Annunciata ha due periferie che si insinuano pure nel suo centro storico, in parte degradato e in parte bombardato. La Salera e Rovigliano hanno spiagge e linea di costa. Hanno pure la violenza dello stupro, perpetrato e continuato.
Andarci è come calarsi in una pagina di Pasolini. Ti aspetti gli stessi volti, la stessa parlata e sei certo che prima o poi ritroveranno il tuo cadavere maciullato.
E’ di queste ore un progetto di depositi di carburante ancora alla Salaria. E’ incredibile come invece di pensare a come recuperarle, restituirle a torresi non più come l’esempio di un disinteresse o di interessi solo nel mese di campagna elettorale, si perpetui lo scempio. Come se non bastasse mai l’incuria e l’imbarbarimento a cui sono delegate, si approfitta ancora e sempre con altri propositi, tutti e sempre scellerati e umilianti.
Un intero quartiere, una mezza cittadina è sorta da anni a Rovigliano. Case tirate su per necessità, in una notte e occupate dal bisogno, dall’impellenza di avere un tetto meno precario. Un solo informe quartiere senza fogne, senza trasporti, senza luoghi di aggregazione o di socialità. Bacino di voti solamente, per tutte le elezioni, con la promessa miraggio di costruire la fogna pubblica.
E poi. La spiaggia lasciata al vuoto di strutture fatiscenti e di rifiuti abbandonati un po’ ovunque a far semina, a far cuore infamato. Mai una idea, mai un progetto per tanto degrado. Mai un Sindaco che alzi lo sguardo dall’immediato, dal tirare a campare e immagini un futuro per questi luoghi.
Eppure penso che è da questi luoghi ancora che può nasce il riscatto, la voglia di migliorarsi, di dire basta ad un destino voluto per clientele, sempre ancora.
Periferia dunque. Ombelico per ripartire tutti quanti. Per prendere coscienza e ribellarsi. Per smuovere e urlare forte, basta.