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Periferie

Scritto da - Licia Ruggiero il :


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PeriferieLe periferie sociali sono una creazione del potere che se ne serve per creare sacche di degrado e disagio, in cui poter continuare ad attingere pagando voti e dignità al misero prezzo di 20 euro… Nelle periferie sociali, le scuola “sgarrupate” resistono stoicamente agli attacchi distruttivi fatti a suon di leggi e decreti e alla strafottenza e all’incuria di chi amministra negando anche i banchi e la manutenzione. Nelle periferie sociali le associazioni sono “buone” solo se ossequiano il politico di turno. Le periferie sociali non sono in GUERRA , SONO LA GUERRA e i giovani annoiati e smarriti che le abitano si aggregano senza valori, si inventano le “stese” o gli atti di vandalismo per marcare il territorio dove non esistono teatri o cinema, a volte una biblioteca.
Ogni tanto qualcuno si trova al posto sbagliato nel momento sbagliato e ci rimette la vita o, al massimo, si becca una pallottola in una gamba, in un’anca. Ma nelle periferie sociali non esiste il momento sbagliato o il posto sbagliato… sembra TUTTO sbagliato.
Il cittadino “normale” si sente estraniato, prigioniero, limitato nella sua libertà… il cittadino attivo è un extraterrestre che non si rassegna, continua insieme ad altri extraterrestri a lottare affinché la parola PERIFERIA diventi un concetto solo SPAZIALE che distingua il quartiere per la sua distanza dal centro e non per la sua distanza dalla civiltà! Ponticelli, Secondigliano, la Sanità, Scampia: luoghi in cui ogni albero che cade fa sempre più rumore di quei cento che crescono, con difficoltà e si difendono. E chi sopravvive ne esce forte o a pezzi perché nelle periferie sociali non ci sono le vie di mezzo, o sei dentro o sei fuori e il potere questo lo sa e ci sguazza e si alimenta, consapevole che maggiore è il degrado, minore sarà il prezzo con cui ogni cittadino venderà la sua dignità.