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E pisc pigliat c’à bott

Scritto da - Redazione il :


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Fuochi d'artificioCi siamo quasi, si sta avvicinando il momento tanto atteso, il 31 dicembre, giorno particolare perchè è l’ultimo giorno del vecchio anno che lascerà il posto al primo giorno del nuovo anno. Fin qua tutto normale, oltre al fatto che si sta già preparando un cenone di quelli che ti fanno “schifare” il mangiare per una settimana e dove è naturale sentirsi predisposti ad essere più buoni per il nuovo anno. C’è un’euforia che non si può trattenere e di contro una tristezza che ti lascia impotente perchè non sai quale possa essere il motivo scatenante di tutto ciò, ma soprattutto c’è l’attesa della mezzanotte che nelle nostre zone (Campania) è corredata da un’antica tradizione consistente nello sparare fuochi d’artificio di ogni genere che vanno dai coreografici fuochi pirotecnici alle devastanti bombe carta che oltre a far tremare i palazzi sono molto pericolosi per le persone che ne vengono a contatto. Quest’anno a Torre del Greco il Sindaco ne ha vietato l’uso contribuendo cosi a (ipoteticamente) dimezzarne l’uso ed a rendere meno pericoloso il passaggio al nuovo anno. In effetti tutti questi botti oltre a non cambiare l’andamento del nuovo anno porta molti problemi agli animali che a causa del fragore dei botti vivono quei momenti in modo molto sofferto rimanendo impietriti in luoghi nascosti aspettando la fine del fragore. Oltre a questo però c’è il fatto che la “tradizione” per essere tale deve essere perpretata nel tempo ed ancora la vista degli spettacoli pirotecnici è molto gradevole alla vista oltre che all’umore. Quindi tutto questo ci porta al famoso quesito di Amletiana memoria “Sparare o non Sparare” ma come al solito a questo tipo di dilemmi non si arriverà mai alla giusta conclusione, perchè ci sarà sempre una parte che si schiererà a favore e ci sarà sempre una parte che si schiererà contro. Per cercare di rendere meno traumatica questa scelta si potrebbe vietare l’uso di botti esagerati e pericolosi rendendoli fuorilegge con ordinanze come quella citata sopra, ma permettere con le dovute sicurezze l’uso di fuochi coreografici lasciando viva la tradizione ed accontentando sia le persone che vivono della vendita dei suddetti fuochi coreografici, che delle persone che sono deliziate dalla vista degli stessi. Per quanto mi riguarda non sono per l’uso di questi fuochi, ma non nascondo che mi piace osservarli specie se sono fatti in sicurezza e che sono belli da vedere. Infatti c’è un gruppo di persone vicino casa di mia sorella che ogni Capodanno aspettano pazientemente che finiscano di sparare gli altri, per poter scendere da casa corredati di fuochi molto belli da vedere per poter fare il loro piccolo spettacolo pirotecnico. Alla fine del succitato spettacolo tutti gli spettatori battono le mani sensibilmente eccitati, mentre i fautori dello spettacolino recuperano i rifiuti lasciando come lo avevano trovato il luogo dell’evento. Alla fine di tutto il discorso possiamo dire che in effetti quelli che sono stati “rapiti” dallo spettacolo sono equiparabili in dialetto napoletano “‘E pisc pigliat c’à bott” perciò dopo aver assodato tutto ciò… Buon Anno a tutti.

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