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Più Europa, la scatola vuota da riempire al più presto (Torre del Greco)

Scritto da - Giacomo Mennella il :


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Più EuropaStiamo assistendo alla ristrutturazione del centro città grazie ai fondi europei e nello specifico al progetto Più Europa, un’opera di riqualificazione urbana che resterà nella storia della città sopratutto se si considera che il centro cittadino non veniva interessato da lavori di rifacimento da almeno cinquant’anni, e che tutto questo rappresenterà un’opportunità unica per costruire su solide basi il futuro di Torre del Greco. Ma qual è il costo che stiamo sostenendo? Cosa si nasconde dietro quest’opera pubblica così vasta e complessa? Innanzitutto va detto che con enorme pazienza i cittadini stanno subendo disagi da mesi, disagi che più volte abbiamo denunciato e che si spera terminino entro la fine di quest’anno, e sopratutto stanno resistendo in maniera stoica e spesso in silenzio, accettando di buon grado le decisioni di chiudere una strada piuttosto che un’altra o utilizzando percorsi alternativi che a volte sembrano vere e proprie gimcane. Per non parlare di tutto il comparto commerciale che oltre la crisi economica endemica del nostro territorio si sta sobbarcando i costi collaterali della ristrutturazione, perché i mancati introiti dovuti alla chiusura delle strade difficilmente rientreranno in termini di incasso se si considera sopratutto il lasso di tempo così lungo che i lavori di ammodernamento hanno richiesto. È chiaro che il dopo andrà gestito con enorme attenzione, aprendo tutta una serie di riflessioni sulle reali possibilità di sfruttare questa riqualificazione urbana per creare una spirale di crescita economica e culturale, dando risalto alle bellezze storiche della nostra terra e alle eccellenze commerciali della città perché la riqualificazione rappresenta la scatola, che poi verosimilmente andrà riempita. Anche perché al momento se ci soffermiamo ad analizzare alcuni aspetti inerenti la città la musica sembra sempre la stessa, se non in costante peggioramento: la pulizia delle strade, sempre carente e spesso inesistente; l’incuria degli spazi comuni, sovente abbandonati; la disorganizzazione cronica nella gestione della circolazione che non fa altro che aggravare la già instabile situazione di caos che la città oggi denota; la mancanza di qualsiasi percorso culturale, storico e paesaggistico di cui ne è invece ricco il nostro territorio. Possiamo solo dire che non sarà facile e il compito sarà estremamente arduo se non si cambia marcia e modalità di strutturare le decisioni, perché al momento se per esempio analizziamo la questione pulizia delle strade, ci accorgiamo che il settore decantato come il fiore all’occhiello della giunta di centro destra, sembra aver subito un netto peggioramento anche nelle zone centrali della città, per non parlare della questione isole ecologiche, vere e proprie discariche a cielo aperto. Le attenuanti addotte sono sempre le stesse, i lavori per il progetto Più Europa, ma abbiamo notato che ultimamente anche dove non sono presenti i cantieri il centro è invaso di rifiuti sparsi un po’ dove capita, che di certo non valorizzano nemmeno la riqualificazione urbana degli spazi appena conclusa. Perché, per ritornare all’esempio della scatola, può essere nuova, fatta benissimo e decorata al meglio, me se al suo interno non ci si mette nulla e la si lascia vuota, diviene solo un inutile esercizio di stile che sinceramente non serve a nessuno. Forse ci sbagliamo? Serve a qualcuno?