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Presa Diretta Rai 3, il lavoro mortificato (Torre del Greco)

Scritto da - Giacomo Mennella il :


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Vista_del_Porto_e_del_Vesuvio_Torre_Beverello_Maschio_AngioinoTi immagini un servizio sulle attività lavorative caratteristiche e distintive della nostra città, magari inerenti la bellezza del litorale cittadino o la tradizione orafa o della lavorazione del corallo, e invece ieri 20 settembre su Rai 3 è andata in onda l’ennesima dimostrazione della mortificazione del principio cardine della nostra costituzione: il lavoro. Il servizio televisivo di Presa Diretta su Rai 3 condotto da Riccardo Iacona, ha inquadrato in un più ampio discorso sulle condizioni dei giovani nel mondo del lavoro e sugli effetti del Job Act da Nord a Sud Italia, anche la situazione nella nostra città. Il giornalista ha ripreso con una telecamera nascosta un colloquio di lavoro fatto a Torre del Greco, presso un’azienda chiaramente non menzionata e sotto anonimato, dove è palese che se vuoi lavorare e vuoi portare a casa qualche manciata di euro, devi stare a determinate condizioni fuori mercato e mortificanti, un vero e proprio ricatto. Il contratto lo decido io, gli orari li decido io, lo stipendio è fisso ma variabile (?), il massimo che si riesce a raggiungere economicamente è un mensile di 400 euro con orari di lavoro propri di un contatto ordinario di lavoro e non di collaborazione come invece prospettato, situazione chiaramente in barba a qualsiasi principio e rispetto delle normative vigenti per i contratti collettivi nazionali del lavoro. Il concetto di lavoro ne esce mortificato, soprattutto se si pensa che spesso sono costretti ad accettare questo tipo di mansioni giovani con titoli di studio di tutto rispetto, perché quello stipendio serve quantomeno a far quadrate parzialmente i conti di fine mese o a mantenersi gli studi, scendendo a compromessi sulla qualità della mansione e sulla relativa quantità del mensile. Ma noi sappiamo che Torre del Greco è ben altro soprattutto in relazione alla vocazione territoriale, che seppur mortificata, resta l’unica alternativa seria e reale per affrontare con determinazione e serietà il problema lavoro, perché è chiaro che c’è un’imprenditoria malata che cerca di lucrare sul momento congiunturale negativo, ma ci sono altrettante professionalità imprenditoriali di assoluto valore che non attendono altro che un segnale anche minimo per tornare ad investire nel futuro della nostra città con convinzione e impegno personale.