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Processo ai social?

Scritto da - Marco Manna il :


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Processo ai socialSalve, ho 39 anni e sono 7 giorni che non mi connetto ad internet.

Sembra la famosa frase di presentazione di uno di quei centri per alcolisti anonimi, invece è proprio quello che succede a tante persone, molte delle quali sentono il bisogno di disintossicarsi dalla rete.

Internet può creare assuefazione ma non per questo mi sentirei di criminalizzare tutto il sistema. Su argomenti simili si va avanti a discutere da una vita intera: un buon bicchiere di vino è salutare, tre litri al giorno ti spappolano il fegato; fare sesso è la cosa più bella del mondo ma se diventa un ossessione, può distruggerti l’esistenza.

Insomma, come tutte le cose anche la rete va usata con moderazione. Le critiche più feroci sono rivolte ai social network, colpevoli di farci distrarre troppo dalle cose reali. In parte è vero ma tutto questo è dovuto al nostro carattere: se uno nella vita reale è strunz, su di un social diventerà Strunzzzzzzz.

Molte persone passano il tempo ad essere chi non sono, condividendo frasi a casaccio, link inutili, intromettendosi nella vita di chi nemmeno conoscono ma questo è colpa dei social oppure della nostra schizofrenia, che per voler dimostrare di essere qualcuno ci porta a nascondere il nostro vero io?

Ecco perché ultimamente comincia a nascere un senso di rigetto verso la vita social. Non critico chi prende la decisione di non essere più connesso, il mio piuttosto è un appello alla moderazione, un consiglio di rimanere noi stessi nonostante la possibilità di diventare altro.

Grazie ai social ho amici in diverse città, con molti di loro ho stretto un’amicizia quasi fraterna, condividiamo passioni e momenti di leggerezza. Quest’anno non sono andato in ferie ma grazie al mio amico Pietro, conosciuto sui social, ho passato delle belle serate in città con figli e mogli.

Ludovico sono anni ch’è diventato un membro della mia famiglia, con Clementina ci bisticciavamo sul web e oggi è diventata una mia nuova sorella, Paolo mi ha spronato a scrivere, Ruggiero mi scrive una cazzata per farmi ridere quando sono giù di morale, Nicola l’ho ritrovato dopo tanti anni e oggi abbiamo ripreso la nostra amicizia e grazie alle birrette con Pamela, Mattia, Erminia, Marco e Giuseppe, sento che invecchio più lentamente.

Tutte queste persone le ho conosciute sul web e grazie a loro la mia vita è un tantino migliorata. Adesso, in questo contesto, c’è una minoranza che manderei a fare in culo, c’è un modo di attirare l’attenzione che non sopporto, come il pressapochismo, la dietrologia, il benaltrismo e tutto il resto ma: io per queste cose dovrei rinunciare a tutte le bellezze che mi ha regalato la rete?

Molti preoccupati scrivono che se dovesse succedere qualcosa, gli amici web scomparirebbero immediatamente. Forse è vero, chi lo sa, ma quante persone abbandonano i genitori anziani, quanta gente non si dedica nemmeno ai propri fratelli? Con la paura di essere abbandonato, dovrei rimanere solo?

Per il momento mi godo la mia vita social con la mia famiglia di sempre e con quella conosciuta per strada.