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Come può uno scoglio arginare il mare (San Giuseppe Vesuviano)

Scritto da - Ferdinando Catapano il :


Attualità

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E’ la frase che ti viene in mente quando, dopo la solita coda di traffico incontri la rotonda. Come può uno scoglio arginare il mare, un mare di veicoli costretti da una viabilità e da un tessuto urbano disordinatamente disordinato, a transitare per quell’incrocio, ovvero fra via A. Diaz, Via Ammendola e la piazza Garibaldi. In inglese le strade si chiamano “street”, da noi nel nostro linguaggio locale “street” sta per stretto, ed effettivamente constatiamo la strettezza della maggior parte della viabilità cittadina, ma se poi a tutto lo “street” si aggiunge l’ingombro della rotonda allora la cosa si fa veramente triste. E’ noto da tempo ormai che nel nostro comune vi è un grande interesse verso la realizzazione e soprattutto la conservazione delle rotonde, messe lì nell’incrocio a dividere le folle di auto che cercano invano di raggiungere la libertà. Abbellite ed adornate di cartelli e lucine, sassolini bianchi, finto prato, paletti , catarifrangenti e sponde di gomma, qualcuna addirittura con una scultura posizionata al centro, in modo tale che l’automobilista girando intorno possa ammirare l’opera da tutte le angolazioni. Ma cerchiamo di capire cosa effettivamente si nasconde dietro alla rotonda. Lo scopo principale della rotatoria o rotonda è quello di aumentare la sicurezza stradale come dimostrato nelle seguenti vignette:

images_rotatoria     www-memrise-com

Infatti non solo costringe a ridurre la velocità degli autoveicoli, ma favorisce anche gli attraversamenti pedonali rendendoli più visibili ai conducenti, e non è tutto , secondo l’osservatorio della sicurezza stradale vi sono almeno sei punti favorevoli, di cui:
1. Diminuzione della velocità di percorrenza del tratto stradale dove è posizionata la rotatoria.
2. Diminuzione dei punti di conflitto fra i veicoli e perciò dei sinistri stradali e della loro gravità.
3. Fluidificazione del traffico a causa della completa eliminazione dei tempi morti.
4. Attenuazione della rumorosità e dell’inquinamento dell’aria rispetto agli incroci semaforizzati.
5. Possibilità per i mezzi pesanti (e non) di compiere in sicurezza la manovra di inversione di marcia.
6. Migliore aspetto architettonico della strada nell’intersezione.

 Dietro alla progettazione delle stesse vi è uno studio tecnico davvero affascinante, fatto di calcoli e traiettorie come dimostrato nello schema :

img03rotlacchinOrbene, ritornando alla nostra rotonda, ovviamente di dimensioni ridotte rispetto allo schema progettuale mostrato, l’unico calcolo che sembra si sia potuto fare è quello di come calarla dall’alto nel piccolo incrocio già congestionato dal traffico e dalle numerose attività commerciali su di esso prospicienti, un po’ come spingere un cuneo in un anfratto stretto, insomma senza tanta considerazione del contesto. Ad avvalorare tale tesi vi è la constatazione che la prima installazione è miseramente fallita.

Infatti, i dispositivi di gomma fissati sul basolato per segnare la rotatoria e gli spartitraffico con i paletti e altre segnalazioni sono stati in breve tempo danneggiati e calpestati dai veicoli che non avendo tanto spazio per le manovre sono stati costretti a scavalcare il manufatto. Del resto, le foto sotto testimoniano lo scempio dell’opera di urbanizzazione stradale.

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Ma l’Amministrazione non si è persa di coraggio, e contro il gesto vandalico, amorosamente ha irrigidito l’opera riempendo il vuoto nella segnaletica orizzontale a terra con un getto in calcestruzzo, (si spera non armato) e contemporaneamente rivestito la superficie con sassolini bianchi e finto prato. Ora la rotonda ha un aspetto diverso da prima, non è più un tenero invito al traffico a compiere manovre e svolte civili, ora è un monolita dalla pelle dura camuffato da fioriera e destinato a resistere nel tempo. L’area cementata offre maggiore resistenza ai cordoli in gomma che non potranno essere più scalzati dalla sede stradale, il prato sintetico non potrà essere oggetto di estirpazioni vandaliche e i paletti della segnaletica avranno maggiore resistenza agli urti dei veicoli diventando quasi un pericolo se ci finisci contro. Insomma un vero e proprio scoglio, e il mare siamo noi che lo arginiamo. E i cittadini continuano a chiedersi : era tanto necessaria la rotonda in quello “street”? Ma con tante cose da fare non era meglio sistemare un arredo in qualche periferia dimenticata ? Certo non sarebbe stata visibile come la rotonda nella piazza ma sicuramente sarebbe stato un segnale per coloro che vivono dimenticati dal tempo che comunque fanno parte della comunità.