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Quando a Milano c’è la nebbia, non si vede

Scritto da - Pamela Sangiovanni il :


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finestreM:“ma voi non avete idea di Milano che cosa sia”
P:“parlano, parlano? “
M:“parlano? Ma Milano è una grande città!”
T:”camminano, camminano?”
M:”Camminano? Ma c’è un traffico enorme! Anzi, vi dovete stare accorti: là attraversare una strada è una cosa pericolosa assai!”
T: “e chi si muove!”

(cit. “Totò, Peppino e la malafemmena”
https://www.youtube.com/watch?v=F2V0av8ypY4 )

Eh sì, perché chiunque abbia modo di viaggiare da sud a nord, a breve o lungo termine,  torna dalle sue parti come un profeta a riportare i racconti fantascientifici degli alieni che popolano il “Norde”.  È  tutto uno snocciolare differenze e paragoni che lasciano l’interlocutore a bocca aperta, quasi incredulo che altrove la vita – e le persone – siano così diverse.

Spesso questi racconti sollevano   polveroni di critiche in difesa di Napoli e provincia, il più delle volte da chi non ha mai portato le sue chiappe flaccide cresciute a suon di casatiello e parmigiana di melanzane fuori dal perimetro cittadino (e nega l’esistenza di problemi o carenze della sua città, cosa che nuoce alla città più del comportamento incivile).
Da quando ho cominciato a viaggiare per l’Italia, ho potuto toccare con mano la diversità sotto parecchi punti di vista, un esempio tra tutti, la viabilità: per quanto possa sembrare strano, guidare in una metropoli più che italiana, europea, come Milano, può risultare addirittura rilassante per il guidatore abituato alla guida selvaggia a Napoli.

Sfido chiunque di voi a negare che guidare a Napoli e provincia mette a dura prova i nervi: motorini  che ti sorpassano a sinistra e –infrangendo il codice della strada- a destra (ma se potessero ti passerebbero anche SOPRA l’auto o sotto), auto che si immettono in carreggiata, svoltano o accostano senza segnalare con la freccia,  auto che ti sorpassano mentre ti sei fermato per far attraversare il pedone sulle strisce, gente che mentre sei nella rotonda non solo non ti dà la precedenza, ma ti taglia la strada, la tipa che parcheggia l’auto davanti al cancello della scuola impedendo a te e ad altri di accedervi (e vo’ ave’ pure ragione!).

La cosa più mortificante è il totale capovolgimento del modo di vedere le cose: generalmente chi fa un’infrazione dovrebbe, almeno, esserne consapevole e, se ripreso, chiedere scusa o comunque ammettere di essere in difetto.

Qui no.

Qui, se fai notare al cristiano che si è parcheggiato davanti all’edicola di fronte a Sammarco, invece di fare DUE (dico DUE ) metri per entrare nel parcheggio La Salle perché la moglie non si può cioncare le cuscetèlle a fare i suddetti due metri, insomma, se lo esorti a togliersi dalle balle, sei tu la scassambrella, non lui l’incivile.

Qui, se riuscissi ad acchiappare il tipo che getta il pacchetto vuoto di sigarette dall’auto (ne vedo tantissimi casi), e glielo rinfacciassi, si potrebbero verificare due casi:

  • Il ceffo non comprende il tuo italiano corretto e le tue argomentazioni sul comportamento civile e si allontana gettando anche la cicca a terra;
  • Hai la sfortuna che capisca il senso della frase e ti abboffa di mazzate (a meno che non sia armato).

 

Insomma, non sai se devi assistere a tutto questo senza fare nulla, o rivestire il ruolo di cittadino attivo e partecipe (con una coltellata nella pancia o, in casi migliori, con la fiancata dell’auto rigata).

Persone incivili che popolano la nostra città come le altre, senza dubbio. Eppure, a girarle le altre città, la differenza si nota. Perché? Per il numero inferiore di persone incivili? Perché le istituzioni sono più presenti? Perché i cittadini stessi combattono in prima persona questo tipo di atteggiamento?

Forse per tutti questi motivi, ma anche per la “teoria delle finestre  rotte” (https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_delle_finestre_rotte ), secondo la quale, in sintesi, vivere in un ambiente pulito e ordinato porta a rispettarne la pulizia e l’ordine, mentre vivere in un ambiente trascurato porta al meccanismo “lo faccio anch’io, tanto ormai…”.

Questo spiegherebbe perché, quasi magicamente, il suddetto incivile, se si trova in viaggio in una località dalle strade pulite, usa le pattumiere per il pacchetto di sigarette vuoto e per le cicche, poi torna a casa e riprende il suo sport preferito: il lancio dal finestrino.

E voi? Cosa direste ad un amico/parente che  vi confidasse il desiderio di lasciare la propria terra? Gli suggerireste di andare e cercare nuove strade, o di restare?