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Recensione de “Il paradosso di Schrödinger” di Raffaele Formisano

Scritto da - Clementina Sasso il :


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Non sono una critica letteraria e chiedo scusa se questo mio tentativo di recensire il libro di Raffaele Formisano sarà davvero elementare. “Il paradosso di Schrödinger” mi è davvero piaciuto e voglio lasciare le mie impressioni all’autore, sperando gli faccia piacere.
Sono appassionata dei romanzi di Ken Follet e Ildefonso Falcones (per citarne alcuni) e questo libro mi ha piacevolmente riportato alle storie di questi autori: intrecci, thriller, suspense, velocità e fantasia. Un mix che spinge a divorare le pagine con la voglia di sapere cosa succederà, fino alla fine.
Il filo conduttore è la fisica quantistica, con concetti e teorie senza dubbio difficili da trattare in un libro che si rivolge al grande pubblico. Eppure Raffaele riesce ad usare il linguaggio corretto e senza nemmeno la pretesa di renderlo troppo semplice, lasciando che i concetti si esplichino da sé attraverso gli accadimenti della storia stessa. Insomma, non pretende di trattare argomenti complessi con una semplicità che li sminuirebbe e ne farebbe perdere la serietà ma usa la storia stessa per rendere i concetti base, accessibili a tutti.
C’è anche spazio per la morale: accettare la realtà in cui siamo e cercare di migliorarla senza rifugiarsi nell’illusione, che io ritengo sia davvero il segreto per la felicità. In questo concetto ci ho scorto qualcosa di Borges, in particolare dal racconto “Gli immortali” da “L’Aleph”. Nessuno è unico: siamo solo una combinazione più o meno casuale di stati e se fossimo immortali saremmo allo stesso tempi tutti. E nessuno.