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Risposta all’articolo “No, all’utero in affitto!” (Riceviamo e pubblichiamo)

Scritto da - Redazione il :


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(Quest’articolo utilizza un artificio retorico per rispondere ad una lettera ricevuta dalla Redazione che trovate qui. Si tratta solo di una supposizione che in nessun modo presume di sapere cosa davvero penserà Tobia Antonio.)

Caro Gianluca,
innanzitutto ti ringrazio per la lettera che mi hai spedito. Non capita a tutti i neonati di riceverne. In effetti neanche è mai capitato che il neonato poi rispondesse, ma come vedi c’è sempre una prima volta!
Papà Nichi e papà Eddy li conosco ancora poco, come potrai immaginare, ma se devo essere sincero non capisco perché tu mi abbia scritto di cose che posso vedere da me. Lo vedo che papà Eddy è più giovane di papà Nichi, ma non è mica un problema? Del resto, come si dice, l’amore non ha età! E poi ti debbo correggere: di mamme in realtà io ne ho due! Una è colei che mi ha portato nel suo grembo per 9 mesi e poi mi ha partorito, l’altra è colei che ha donato l’ovulo che unito al seme di papà Eddy ha formato me!
Sono contento che tu pensi di mia madre che mi ha partorito che fosse così bella; io non ci vedo ancora bene e non ricordo che fattezze abbia, ma per me sarà sempre bellissima ed un giorno magari la incontrerò! Però sbagli di nuovo quando parli di lei come di una donna povera e disperata… perché pensi questo di lei? Chi ti ha raccontato queste bugie?
Ti spiego una cosa che forse non sai. In Canada, dove tu dici che io sono nato, la legge è molto ferrea e se una donna vuole diventare madre surrogata (così si chiama, davvero!) deve passare un esame molto particolare.
Innanzitutto, deve aver già partorito almeno un bambino. Eh sì! Poi, deve essere in perfetta salute fisica e mentale, non scherzo! Quindi le donne disperate non possono, proprio no, diventare madri surrogate. E poi ancora, non devono avere problemi economici. Davvero! Guarda, sta scritto qui:

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In realtà, però, ho sentito dire da altri che io sono nato in California. In tutta onestà, io non so dove sono nato – ho solo pochi giorni di vita! – però mi sono informato ed in California esistono le stesse regole del Canada che ti ho menzionato prima. Puoi leggerlo da te cliccando qui.
Quindi, davvero, non preoccuparti per mia madre: lei stava bene prima di incontrare i miei padri (perché si sono incontrati!) e sta bene ora che mi ha partorito. È felice, ha la sua famiglia che le vuole bene, ed è felice perché ha partorito me ed ha così fatto felici anche papà Eddy e papà Nichi, ed era tutto ciò che voleva! Papà Nichi ha detto che mia madre surrogata e la sua famiglia saranno per sempre parte della mia vita, ed io ci credo!
È vero, i miei papà hanno dovuto spendere un po’ di soldi per avermi tra le loro braccia, ma sono serviti soprattutto per pagare le spese legali, le spese mediche, i viaggi, la fecondazione in vitro, l’agenzia, e solo la minima parte è andata alla mia madre surrogata. Addirittura in Canada alle madri surrogate è consentito ricevere esclusivamente un rimborso spese! Puoi leggere tutto da te, clicca qui!

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In California invece è diverso, lì una madre surrogata può essere ricompensata come se avesse svolto un lavoro.
Io non so ancora decidere se è giusta una legislazione oppure l’altra, c’è chi dice che non va bene lucrarci, c’è chi dice che invece non c’è nulla di male (ad esempio, leggi qui), so però che non è mica una passeggiata portare in grembo un bambino per nove mesi. È a tutti gli effetti un lavoraccio che si svolge h24. E lo so perché io ero lì ed ho sentito tutto e… credimi, a volte ho dato proprio del filo da torcere alla mia mamma surrogata!
Caro Gianluca, io di amore so ancora poco, ma sto imparando a conoscerlo sotto forma degli abbracci che sto ricevendo, dei baci che mi stanno dando, del tepore che ho sentito durante i 9 mesi in cui mi sono formato. Tu dici che i bambini possono nascere da una notte d’amore ma anche in tanti altri modi. Io credo d’essere nato da un tempo d’amore più lungo di una sola notte, a dire il vero! Vedo papà Eddy e papà Nichi così innamorati che credo che non sia certamente nato tutto solo ieri… ci avranno messo un po’ per decidersi ad avermi, ne avranno parlato tanto e tanto a lungo. Insomma, io li vedo guardarsi e credo che ci sia qualcosa di più che semplice attrazione fisica tra loro. Si vogliono bene, con me formano una famiglia. Era tutto quello che volevano, ed io sono felice per me e per loro.
Spero anche io che sarà sempre così, sono sicuro che lo sarà. Ne eri sicuro anche tu da piccolo, no?
Caro Gianluca, ho apprezzato la tua lettera. So che provi per me un qualche tipo di affetto, e te ne sono grato, ma voglio dirti anche che il tono cupo e commiserevole col quale l’hai scritta mi intristisce, e mi fa male che tu chiami papà Nichi semplicemente “il signore di mezza età”. Io ho due papà e non c’è nulla di male in ciò, non farmi sentire diverso dagli altri bambini (anche se ancora non ne ho conosciuti, so per certo che non sono l’unico bambino al mondo!), te ne prego, perché sono un bambino uguale uguale a loro, ed odierei se gli altri mi prendessero in giro perché ho due papà. Loro mi vogliono bene, provvedono a me in tutto e per tutto, ed è tutto ciò che conta. Sei d’accordo?
Gianluca, mio primo amico, ora ti debbo lasciare. Ho sonno, e mi son fatto pipì addosso. :/ Mi scappa sempre, non so come fare! È imbarazzante. Sarà mica per sempre così? Dimmi di no, ti prego!
Un sorriso senza denti,
Tobia Antonio

Fabio Alemagna